lunedì 21 giugno 2010

cose che succedono quando allevi un giardino in vaso

in primavera, gli iris di fiume con le rose sarmentose e il pallon di maggio decidono di ricamare un haiku di luci e di ombre sul muro in fondo al terrazzo

things that happen when you grow a potted garden.

in springtime, wild irises and rambler roses together with a guelder rose conjure to inscribe a haiku of light and shade upon a distant wall at the edge of your terrace

venerdì 18 giugno 2010

beyond the fingers

The fingers. What's the answer?

Oh, you're another one of those bright young fellows... who always know the right answer, is that it? Welcome to real life. How many do you see?

There are four fingers, Arthur.

No, no, no. Look at me.

What?

Y-You're focusing on the problem. If you focus on the problem, you can't see the solution. Never focus on the problem. Look at me! How many do you see? No, look beyond the fingers. How many do you see?

Eight. Eight. Eight. Yes! Yes!

Eight's a good answer. Yes. See what no one else sees. See what everyone else chooses not to see… out of fear and conformity and laziness. See the whole world anew each day.


Le dita. Qual è la risposta?

Ah, sei un altro di quei giovanotti brillanti… che vogliono sempre conoscere la risposta esatta, vero? Benvenuto nella vita reale. Quante ne vedi?

Ci sono quattro dita, Arthur.

No, no, no. Guarda me.

Cosa?

Ti stai concentrano sul problema. Se ti concentri sul problema, non puoi vedere la soluzione. Non concentrarti mai sul problema. Guarda me! Quante ne vedi? No, guarda oltre le dita. Quante ne vedi?

Otto. Otto. Otto. Sì! Sì!

Otto è una buona risposta. Sì. Vedi quel che nessuno vede. Vedi ciò che tutti gli altri scelgono di non vedere… per paura e conformismo e pigrizia. Ogni giorno, vedi daccapo il mondo intero.

Patch Adams, 1998

sabato 12 giugno 2010

Alcyna e la Via del Guerriero

Il Teatro del Contagio ripropone in Alcyna la storia di un eroe che non sa darsi pace per le sue oscure origini. A narrarne le vicende è un uomo di oggi a cui è stata raccontata la storia quando era piccolino, un uomo cui è ancora facile identificarsi con l'eroe della sua infanzia: Guerrin Meschino.

Dare vita sul palco alle sue avventure - le battaglie, gli amori, i lunghi viaggi e l'ultima prova, in un crescendo di immedesimazione fra il narratore e l'eroe, coinvolge gli spettatori in un gioco di rimandi e allusioni al loro stesso percorso.

Alcyna, la sibilla ammaliatrice, è l'anima stessa dell'essere umano andata a male per averla confinata negli inferi del nostro inconscio. Se riusciremo a contattarla nuovamente, onorandola, potrà svelarci il segreto regale delle nostre origini.

La Via del Guerriero rappresenta una delle possibilità per ritrovare questo contatto. In scena le arti marziali si fondono al gesto teatrale, e si accompagnano naturalmente alla danza, alla parola poetica, alla musica e al canto.

Questo incontro fra Occidente e Oriente, questa commistione fra cavaliere e samurai evoca la suggestione e l'universalità del tema. Nel giardino incantato di Alcyna potremmo trovare scolpito l'adagio di Katsumoto

花は桜木人は武士 (hana wa sakuragi, hito wa bushi)
"tra gli alberi il ciliegio, tra gli uomini il guerriero"

domenica 6 giugno 2010

a universal language

Marko Pogačnik held a workshop in London this year organized by the Earth Energy Network

Marko's work as an artist, writer and body-worker is based on the possibility for human beings to communicate with other dimensions of life. In his own words "it is possible that the crisis we are nowadays undergoing is a consequence and a mirror of the crisis of our language. We are not capable anymore to speak a universal language that could communicate with beings of different kinds from our own such as birds, animals, flowers, plants, rocks, seashells, clouds...

Such a language is made of other things than words. In fact it can be made of sounds, gestures, signs capable of affecting surrounding energies. Such a language is made for those beings who are not using words but can perceive the energetic vibrations starting from other organisms. This is why we talk about a universal language.

There are some rules we must learn underlying this language that is constantly being spoken around and among us. There is a multitude of ways in which this language can be spoken: in fact sounds, music, drawings, sculptures, forms of trees, rocks and clouds, are all words to this evolving language.

Symbols, mantras, mudras are other communicating tools of this language. These are all devices imbued with intentional qualities. In our Western culture, we have lost our knowledge of this kind of language behind our backs, we do not consider it anymore, we do not bring it to our consciousness even when it happens, and it happens even if we are not aware of it".

With this in mind we started our journey through the multifaceted reality of London urban landscape, visiting a variety of places mostly related to the river Thames.


Marko Pogačnik ha tenuto un corso a Londra quest'anno organizzato dal Earth Energy Network

Il lvoro di Marko come artista, scrittore e formatore è basato sulla possibilità per noi esseri umani di comunicare con altre dimensioni della vita. Per dirla con parole sue "è possibile che la crisi che stiamo attraversando di questi tempi sia una conseguenza e un segnale della crisi della nostra lingua. Non siamo più in grado di parlare una lingua universale che possa comunicare con altri esseri che noi uman* come gli uccelli, gli animali, i fiori, le piante, i sassi, le conchiglie, le nuvole...

Questa lingua è fatta di altro che non solo parole. Infatti può essere costituita da suoni, gesti, segni capaci di influenzare le energie circostanti. Questa lingua è fatta per tutti quegli esseri che non usano le parole ma possono percepire le vibrazione energetiche che lanciate da altri organismi. E' per questo che paliamo di un linguaggio univerale.

Ci sono alcune regole che dobbiamo imparare che sottendono questo linguaggio che continuament viene ustato intorno a noi e fra di noi. Ci sono un sacco di modi in cui questo linguaggio può essere parlato: infatti suoni, musica, disegni, sculture, forme di alberi, rocce e nuvole sono altrettante
parole attraverso cui questa lingua in costante evoluzione si esprime.

Simboli, mantras, mudras sono altri mezzi di espressione di questa lingua. Si tratta sempre di strumenti per la comunicazione impregnati di un preciso intento. Nella cutlura occidentale, ci siamo lasciati alle spalle la conoscenza di questo tipo di linguaggio, non lo consideriamo più, non ci rendiamo più conto nemmeno quando si verifica, e si verifica anche quando non ne siamo consapevoli".

Con queste premesse abbiamo iniziato la nostra esplorazione della sfaccettata realtà multidimensionale del paesaggio urbano di Londra, visitando diversi luoghi connessi nella maggioranza dei casi al fiume Tamigi.




mercoledì 2 giugno 2010

Holiness comes wrapped in the ordinary. There are burning bushes all around you. Every tree is full of angels.

La dimensione del sacro ci appare avvolta nelle vesti dell'ordinario. Siamo circondati da cespugli in fiamme. Tutti gli alberi sono pieni di angeli.

Macrina Wiederkehr
via in the garden

mercoledì 26 maggio 2010

Dichiarazione d'Amore ai Giardini di Porta Venezia

Un luogo, considerato nel suo insieme - come un organismo, acquista dignità di soggetto. Questo significa che possiamo interagire con esso e costruire una relazione fatta di scambi. Ci capita continuamente, non potrebbe che essere così, con i luoghi che frequentiamo più assiduamente - casa nostra, il posto di lavoro, la mensa preferita, il bar dietro l'angolo. il più delle volte però non ne siamo consapevoli, non tributiamo agli spazi che ci accolgono, ci nutrono e ci fanno lavorare il rispetto e l'affetto anche che sarebbero loro dovuti. Così non capiamo i loro bisogni, li trascuriamo e può essere che finiamo col non sentirci più a nostro agio in questi spazi.

Riaprire un dialogo coi luoghi che abitiamo - e che ci abitano - può essere una risposta al disagio personale ed esistenziale che tanti di noi vivono. Già, adesso qualcuno mi chiederà come si fa ad aprire un dialogo con un luogo? Cominciate ad osservarlo come se fosse la prima volta che lo vedete. Certe volte capita, quando siamo in vacanza, di visitare un luogo - una spiaggia, un bosco, la sala di un museo, un incrocio fra due stradine, l'interno di una cattedrale o di un ristorantino - e di essere colti da un'ammirazione che stupisce anche noi per quel luogo com'è. Come si presenta ai nostri occhi e a tutti i nostri sensi. Ecco, davvero nulla ci impedisce di provare lo stesso sturpore per i luoghi che frequentiamo quotidianamente.

Liberiamo lo sguardo dai vetri appannati dell'abitudine e trapassiamo con la spensieratezza della nostra curiosità gli strati di polvere e pregiudizi che abbiamo lasciato accumularsi sulla realtà delle cose che abitualmente ci circondano. Esse sono vive e attendono solo di essere percepite da noi in quanto tali.


Provate ad avvicinarvi così a un luogo che già conoscete, per riscoprirne la realtà, la bellezza e la poesia attraverso ciò che di sé rende manifesto. Rimmarrete stupiti dalla quantità di informazioni che attendono di essere comunicate e che sarete in grado di cogliere e apprezzare.


Che il vostro approccio sia uno di rispetto e ricco di gratitudine per questa dimensione della realtà cui vi state avvicinando. può essere d'aiuto un'invocazione allo Spirito del Luogo che vi accingete ad esplorare. Io la formulo pressapoco così prima di varcare la soglia dei Giardini che amo.



"Spirito del Parco, ti riconosco. Riconosco in te lo Spirito degli alberi e degli animali che ti abitano e lo Spirito degli elementi che ti compongono: la terra che ti alimenta, le acque che in te scorrono, il vento che soffiando si insinua fra i tuoi seni e il fuoco sottile che in te circola. Apro il mio cuore alla tua coscienza e alle tue energie con un intento di luce. Grazie"

Entrate nel respiro delle cose che via via vi si presentano e mischiatevi con loro. Penetrate nella loro forma, osservate il mondo dal loro punto di vista. Sentite, nella vostra, la loro coscienza.

"Uno dei punti chiave di cui rendersi conto è che la nostra saggezza personale di esseri umani non è disgiunta dalla forza delle cose in se stesse. Non c'è quindi alcuna separazione fondamenale fra noi e il nostro mondo. Quando riusciamo a sperimentare queste due cose insieme, come una cosa sola, abbiamo accesso all'enorme visione e forza del mondo - scopriamo che sono insite e connesse con la nostra visione personale, col nostro essere. Questa è la scoperta della magia. Non stiamo parlando di una rivelazione intellettuale, bensì di un'esperienza reale. Si tratta del modo in cui effettivamente percepiamo la realtà. Qualsiasi percezione può darci un contatto intenso e completo con la realtà. Ciò che vediamo non deve essere necessariamente bello o speciale; possiamo apprezzare tutto ciò che esiste. Dappertutto c'è una sorta di magia, di qualità vivente. Qualcosa di vivo, di reale, avviene in tutte le cose" (Chögyam Trungpa)

martedì 18 maggio 2010

a few days in England gave me the opportunity to visit a vast range of city gardens, parks and country estates. London trees and community gardens gave me such a great joy. Witnessing how they're tended and taken care for is a sheer pleasure and hard to describe to someone living in Italy where we have long lost our reverence towards tress and the land.

i met as well some wonderful people and gardeners, you'll hear about them in future uploads.

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now, close your eyes. imagine you're at the entrance of a garden. you can't really see it from the gate and yet you can foresee it by the canopy of trees and cascade of blossoms coming down from over the walls. you can feel it thanks to the cool and fragrant air coming out it. the singing birds you're hearing and the uplifting spirit arousing from it are all inviting you to enter the place. are you ready?

very gently step in. take your time to realize where you are and breath in the beauty that is surrounding you. you are allowed to pick up something from this place and leave something in return. make your choice if you feel like it. be grateful and say goodbye when you leave.


qualche giorno in Inghilterra e ho avuto la possibilità di visitare una varietà impressionante di giardini: vaste tenute di campagna, parchi pubblici, orti e giardini di quartiere. Gli alberi di Londra e i suoi "community gardens" sono una fonte di gioia inesauribile. Il rendersi conto di come sono ben tenuti e curati è un piacere difficilmente descrivibile per chi vive in Italia dove, da lungo tempo, abbiamo perso quel senso di rispetto e reverenza per gli alberi e la terra.

ho anche incontrato delle persone e dei giardinieri fantastici, ve ne parlerò nei prossimi post.

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adesso chiudi gli occhi. immagina di trovarti davanti alla soglia di un giardino. dalla porticina di ingresso, socchiusa, non riesci a vederlo. ne indovini la presenza dall'abbondanza di fronde e fiori che oltrepassano la recinzione. lo senti dalla freschezza e fragranza dell'aria che si diffonde tutto intorno. lo intuisci dal canto degli uccelli e da un senso di leggerezza che improvvisamente ii viene incontro e ti invita ad entrare. sei pront*?

entra piano. prenditi il tuo tempo per renderti conto di dove ti trovi e inspirare dentro la bellezza che ti circonda. puoi prendere qualcosa da questo luogo e lasciare qualcosaltro in cambio. se ti va puoi farlo. sii grato e porgi i tuoi saluti prima di andare.


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