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martedì 29 novembre 2011

a scuola dalla natura

sovente trovo una più articolata bellezza - sotto forma di armonie e contrasti di colori e forme e consistenza di petali e foglie...




scopro una maggiore ricchezza - come numero e varietà di specie che si succedono nel tempo e nello spazio...

mi stupisco di un più raffinato e squisito piacere - derivante da accostamenti inaspettati e sorprendenti...

ecco, mi rendo conto di tutto questo fermento e avvicendarsi di vita in un terreno marginale, una scarpata, un'aiuola dimenticata in cui ci si limita a pochi sfalci d'erba all'anno, il minimo perché non si inselvatichisca del tutto, che nel più viziato e coccolato di quei giardini mantenuti in perfetto ordine per essere sempre presentabili, come se sempre dovesse arrivare la suocera da un momento all'altro!

ebbene, progettisti del verde, giardinieri e appassionati di piante, accorrete: venite a imparare la bellezza  da un pezzo di terra che sia lasciato libero di esprimersi ogni tanto.

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allo stesso modo, scopro un calore e un guizzo di autenticità, la spontaneità di un sorriso, la sfrontatezza della verità e talora l'impagabile malinconia di uno sguardo in quanti si trovano a vivere, per scelta, ai margini della società. dis-adattati, conformi soltanto a se stessi, coraggiosi, gagliardi. con qualche spina sì, da stare attenti, ma che freschezza!

giovedì 3 novembre 2011

il giardino prateria di Piet Oudolf

Negli ultimi vent'anni Piet Oudolf è stato il motore e promotore di una rivoluzione in giardino, proprio come agli inizi del secolo scorso Gertrude Jeckyll.


Entrambi hanno dato il loro contributo per rivedere, revisionare l'idea di bellezza e ordine all'interno del giardino. Entrambi hanno testato, sperimentato e selezionato un'intera gamma di "nuove" piante atte a trasportare in giardino la magia e la suggestione delle consociazioni naturali.


Un pomeriggio di tarda estate a Hummelo, quest'anno, mi ha dato l'occasione di aggirarmi stupito in mezzo a questo capolavoro vivente.


Un arazzo fatto di così tante specie diverse raggruppate in masse generose e tanto sapientemente combinate fra loro, per varietà di forme e colori, da darti l'impressione di un'unica grande coperta distesa per l'intera superficie del giardino, una soffice trapunta rimboccata su tutti i lati da siepi sempreverdi foggiate ad arte a forma di cuscini.
Come sempre in giardino, l'esperienza è una in grado di appagare tutti i sensi. Qui, più che altrove, è facile perdersi fra nuvole di erbe che ti sfiorano mentre cammini e ondeggiano al più sottile alito di vento.

La vista è sollecitata a trovare un nuovo ordine, tanto complesso e sottile quanto appare spontaneo e casuale. Le armonie di colori, i contrasti di forme e tessiture, l'equilibrio delle proporzioni, tutto contribuisce all'estrema raffinatezza della composizione.

Mi chiedo ancora, osservando nuovamente queste immagini, come un tale, sofisticato esercizio di addomesticamento della natura possa riuscire in una così suggestiva illusione di selvatichezza.


...e questo è il mistero di ogni vero giardino.

sabato 11 dicembre 2010

il sorriso del giardino

Lavori in giardino. Primo sopralluogo. Dobbiamo usare molta attenzione e il massimo rispetto quando ci accingiamo ad entrare, sia pure per ragioni meramente professionali, in un contatto così profondo e diretto con la fisicità e l'intimità degli spazi altrui. Per quello che un giardino ci rivela dello spirito di chi lo possiede, dobbiamo cercare di meravigliarci sempre e non giudicare mai.

La prima cosa che percepisco visitando un giardino è in quale misura esso sia creato e vissuto per sé stessi - per il proprio piacere e la propria utilità personali e della cerchia dei propri cari - e quanto piuttosto sia vissuto in funzione della società, degli altri - siano essi i parenti, i vicini o qualcuno su cui ci teniamo a fare “bella figura”. Io chiamo questa fase: cogliere il sorriso del giardino.

Sì, un po' come se il giardino sorridesse - nei due casi estremi: lo fa perché sta bene e è in pace con se stesso e i suoi eventuali difetti? o perché "deve", tutto tirato e smagliante, per essere sempre all’altezza di quello che potrebbero pensare di lui?

Il giardino è un organismo. Ha una sua individualità che in parte condivide con quella di chi lo coltiva e se ne prende cura e in parte è il frutto del carattere del luogo, delle condizioni del clima e del terreno in cui sorge e della storia, della cultura e delle tradizioni orticole che in quel luogo si sono tramandate.

Un giardino sereno non si preoccupa di essere un po' spettinato, con qualche foglia sul prato, qualche erba selvatica cresciuta in un angolino o lasciata fiorire deliberatamente in mezzo alle aiuole, è ricco di insetti e animali e generoso di fiori e frutti. Non ha paura di essere diverso dai giardini che ha intorno. Sovente spicca per la sua individualità.

E' piacevole in ogni stagione e ha sempre qualcosa da offrire: capsule e bacche in inverno e prati multiformi orlati di brina e montagne di foglie in cui si annidano animaletti in letargo; campanellini e bucaneve ad annunciare l'arrivo della primavera con l'erompere delle foglie dalle gemme e il terreno, costantemente lavorato da un battaglione di affezionati lombrichi, che torna friabile sotto ai piedi; profumi e ronzio d’api e canzoni di uccelli, nuvole di temporale e farfalle, d'estate; gli ultimi fiori, i frutti più dolci e erbe cariche di spighe dorate e brune infruttescenze in autunno.

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Ora ci sono alcuni accorgimenti che è possibile adottare per trasformare il vostro giardino, terrazzo e fioriera in un giardino che sorride.

Prima cosa, siate generosi nel piantare erbe e arbusti, accostandoli nelle aiuole in funzione delle loro esigenze e dell’atmosfera che intendete evocare. Considerate molto attentamente la scelta e la collocazione di uno o più alberi in funzione dello spazio a disposizione e dello sviluppo della pianta a maturità raggiunta. La presenza equilibrata di questi tre strati – erbaceo, arbustivo e arboreo – all’interno del sistema-giardino consente lo strutturarsi di diversi habitat e assicura una altrettanto ricca e variegata e indispensabile presenza di animali, ospiti residenti e di passaggio, nel vostro giardino.

Seconda cosa, prendete tutte le misure affinché il ciclo della materia e dell’energia all’interno del vostro giardino sia a circuito chiuso. Inizialmente, all’atto di costituire un giardino, è facile che sarà necessario apportarvi contributi dall’esterno in termini di ammendanti per il terreno, terra stessa di coltura, concimi e piante. Mano a mano che il giardino cresce e si sviluppa contate sulla sua capacità di rigenerarsi, quindi imparate a curarlo con i principi delle piante stesse che in esso crescono; e reintegrate, per quanto più vi è possibile, le sue energie con l’apporto e la ridistribuzione del materiale che esso stesso produce nel corso dell’anno mediante la trasformazione in compost di erba falciata, foglie e rami e ramaglie risultanti dalle operazioni di potatura.

Terzo, ma non per importanza, coltivate una relazione con il vostro giardino. Frequentatelo in ogni stagione e state attenti a tutti i processi di cui vi renderà partecipi. Ricordate, come dice qualcuno, il miglior concime per le piante è l’ombra del giardiniere.

A smiling garden

A garden needs your help. First inspection. Please, be as careful and respectful as possible, when you're about to enter - even if just for professional reasons - in such a deep and meaningful relationship with someonelse's intimate space. About that which a garden reveals to us of the spirit of its owner, we need to always wonder and never be judging.

The first thing I try and feel when visiting a garden is up to what extent it was created and is now being enjoyed lived by its owners - for their own pleasure and personal use and that of their circle of loved ones - or to which extent it was rather meant to please other people - be they relatives, neighbours or just anyone to impress. I call this stage trying to catch the smile of the garden.

Yes, just as if a garden could smile - so, is it smiling because it feels contented in itself, even if far from being "perfect"? or is that a grin it put on its face in the attempt to always appear up to the standards that people might expect of its performances?

A garden is an organism with its own personality, which it shares with the character of those who look after it and the character of the place itself. This is the result of soil and climate conditions, and of local horticultural traditions that have been handed down in that place.

A self-satisfied garden does not bother being a bit messy at times, with a few leaves on the lawn, some wild grass growing in a corner or deliberately left to flourish in the midst of a flower bed. A nonchalant garden is rich in insects and animals and all kinds of flowers and berries and fruit. It has n shame of being considered different from neighbouring gardens all around. On the contrary it often stands out for its individual character.

It is always welcoming you, in every season, and always willing to share something with you. Throughou winter, nuts and berries and lawns with frost-edged blades of grass and huge heaps of leaves where hibernating animals did hide; snowflakes and snowdrops announcing the arrival of spring with leaves pushing through unfolding buds and hosts of loyal earthworms mixing the soil that turns friable once more; during summer, singing birds and humming bees in the air that's softly fragrant and hovering butterflies and sudden thunderstorms; and autumn brings forth a few more flowers, sweet apples and seedheads of different shades of brown and gold.

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Now there are quite a few things you can do in order to transform your garden, terrace or evn just a planter into a smiling garden.

First, be generous in your plantings: a variety of perennials and shrubs, selected on the basis of your environment and their needs and the overall atmosphere they're meant to evoke. As for trees, consider very carefully the choice and placement of one or more trees depending on the available space and the size of the grown up tree. A balanced presence of herbaceous perennials, shrubs and trees grouped in congruent layers allows the developing of different habitats within the garden which provide an equally diverse and vital presence of animals, visiting and resident guests of your garden.

Second, make sure the energy and matter cycle within yuor garden is a closed circuit one. At first, when creating a garden, you may easily need to import stuff from the outside, in terms of dirt or soil itself, manure and plants of course. In time, as the graden grows and develops, count on its own ability to regenerate itself. Build your own soil through composting and learn how to grow herbs to extract organic remedies for your garden's health.

Last but not least, make friends with your garden. Get to know as much as you can about the it will share with you.

sabato 4 settembre 2010

Alcuni le chiamano erbacce

Le erbacce che una cinquantina d'anni fa avevamo scartato dal giardino, alla ricerca di una rasserenante uniformità, rientrano dal cancello principale e tornano, esuberanti, a mostrarci la loro bellezza. In questa stagione, a maturità avvenuta di capsule e spighe, si presentano eleganti e dorate, soddisfatte di aver portato a termine il loro compito.

The weeds we had cast outside of our gardens some fifty years ago, looking for some kind of uniform serenity, are showing up again right at the front gate in all their vibrant and non-chalant beauty. At this time of the year, their spikes and capsules ripe, they look golden and elegant, satisfied with their accoplished task.
Non è servito cercare di reprimerle in ogni modo, escluderle dalla nostra vista nel tentativo di dimenticare che il giardino - anche il giardinetto del villino di provincia, con le sue prestese di ordine e urbanità - ha le sue radici nella campagna, negli incolti, in quelle terre di mezzo dove il prato non è più prato e pure non è ancora bosco.

There was no use in trying to get rid of them with all kinds of efforts, casting them out of our sight in order to forget that our gardens - even the very artificial looking ones that go with suburban houses and aspire to be all tidy and urban - have their roots in the countryside, in meadows, and in those uncertain areas where meadows end and woods start.

Sono tornate, trionfanti di bruni e di ori, e ci sorridono con la loro capacità di catturare e restituirci la luce del sole. Sembra che dicano, non preoccupatevi più di noi, lasciateci in un angolo del giardino, indisturbate, e sapremo stupirvi con lo spettacolo dei nostri colori, l'eleganza del nostro portamento, il profumo di un altro tempo e i nostri canti nel vento...

They came back, triumphant with their shades of gold and brown, and smiling back to us with their unique way of catching and reflecting the light of the sun. It seems they're telling us: do not bother about us anymore, leave us alone in a corner of the garden and we will not fail to delight you with the show of our colours, the elegance of our stance, our fragrance from a distant past and our songs in the wind...
Queste immagini sono state scattate in piena città a Londra, nel giardino pubblico di Bonnington Sq. Garden. Si tratta di un altro giardino di quartiere nato per volontà degli abitanti della zona all'inizio degli anni '90, e a tutt'oggi curato e animato dall'impegno di alcuni di loro riunitisi in una Associazione.

These pictures were taken in the town of London, in the public garden of Bonnington Sq. This is another example of co-gardening and the story of a garden that was born because of local people wanting it and now attending to it.

giovedì 15 luglio 2010

gardens bring people together

Culpeper Community Garden is a well established and beautifully run public park and environmental community project in the very heart of Islington, London.









Culpeper is an organic garden with a rich and varied array of plants. Trees, shrubs and a wealth of herbaceous perennials and all kinds of herbs and seasonal vegetables grow on the plots.


Tending the garden is a communal effort by garden members and volunteers. Though the garden is divided up into plots for each resident gardener to grow his/her own piece of land, vegetation flows quite naturally from one plot to the other, turning from more ornamental to more productive ones without one really noticing, thanks to some common rules, a sound management and a shared feeling about what the garden is about.

During my visit there I was welcomed by one of the head gardeners who introduced me to the philosophy of place. Managed by and for local people this garden is "90% about the people, and 10% about the gardening". And i did meet people of all ages and countries of origin, gardeners, clerks during there lunch break, a homeless, mothers and their kids.

The garden has quite a casual feel about it. A sound foundation design is the perfect set for the vegetation to take the scene. Casual as the plantings may seem, there are some spots, corners, views where you find brilliant combinations of plants and an impeccable sense for colour, form and scale, granting an overall sense of unity and beauty. Great job!


Il Culpeper Community Garden, nel cuore di Islington a Londra, è un giardino pubblico ben avviato e gestito alla grande, si tratta anche di un progetto sociale per la salvaguardia ambientale.

Si tratta di un giardino coltivato secondo i dettami del metodo biologico con una grande varietà di piante. Alberi, arbusti, un sacco di erbacee perenni e una moltitudine di aromatiche e stagionali trovano spazio negli appezamenti.

La cura del giardino è l'obiettivo e lo sforzo comune dello staff del giardino e dei volontari. Sebbene il giardino sia suddiviso in lotti per ciascuno dei giardinieri residenti che coltiva così il suo pezzetto, la vegetazione fluisce indisturbata da un appezzamento all'altro facendosi ora più ornamentale, ora più ortiva, senza che si notino separazioni evidenti, grazie ad alcune regole comuni, una buona gestione e un sentimento condiviso riguardo a quello che il giardino rappresenta.

Mentre ero lì sono stato accolto da una responsabile del giardino che mi ha illistrato la filosofia del luogo. Gestito da e per la gente del quartiere questo giardino "ha a che fare per il 90% con il benessere delle persone e per il 10% con il giardinaggio" (si capisce che essendo inglesi il dieci per cento è più che sufficiente per i risultati strabilianti che riescono a ottenere! ;-) E infatti ho incontrato persone di tutte le età e provenienze, giardinieri, impiegati in pausa pranzo, un barbone, mamme e i loro bambin*.

Il giardino si presenta piuttosto informale. Una buona progetazione di base tuttavia offre la giusta cornice per il sopravvento della vegetazione. Casuale per come potrà sembrare a occhi inesperti l'arrangiamento delle piante ci sono certi angolini, prospettive e viste di insieme in cui è possibile apprezzare formidabili combinazioni di piante e un infallibile senso del colore, delle forme e dei rapporti di scala fra i diversi elementi assicurando così il generale senso di unità e bellezza. Ottimo lavoro!

martedì 29 giugno 2010

to see a flower

when you take a flower in your hand and really look at it, it's your world for a moment. i want to give that world to someone else. most people in the city rush around so, they have no time to look at a flower. i want them to see it.

Georgia O'Keefe



quando prendi un fiore fra le mani e lo osservi veramente, ecco che è il tuo mondo per un istante. voglio regalare questo mondo a quanlcun altro. la maggior parte della gente in città si affanna in lungo ie in largo e non ha tempo per osservare un fiore. voglio che se ne accorgano e lo vedano.

Georgia O'Keefe

lunedì 28 giugno 2010

to see a garden

allenarsi a vedere un giardino, laddove altri non vedrebbero che un muro strullato, un parapetto prefabbricato e una fioriera in cemento.

e l'agrifoglio scarmigliato con la luce che lo inonda?

scoprite un giardino nell'asfalto che si crepa fra la strada e il marciapiede.


getting to see a garden, where most people would just see a plastered wall and a concrete parapet topped with a concrete pot.

and that ruffled holly with the pouring light?

go out and find a garden in the asphalt crack between the street coat and the sidewalk.
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