Visualizzazione post con etichetta community gardens. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta community gardens. Mostra tutti i post

domenica 13 novembre 2011

un pomeriggio di tarda estate, un giardino

Ci sono giardini che aspiriamo a visitare dal primo giorno in cui apprendiamo della loro esistenza. Si imprimono nella lista delle nostre aspirazioni turistico botaniche e lavorano di sottecchi, riapparendo nelle nostre letture, sugli schermi dei nostri computer e nella nostra mente, alcuni ce li sognamo anche! fino a quando non arrivano in cima e "dobbiamo" visitarli.

Il giardino di Piet Oudolf è in qualche misura uno di questi luoghi per me e a settembre quest'anno ho avuto l'occasione di recarmi a Hummelo per visitarlo. Immancabilmente laddove si crea una forte aspettativa è alto il rischio di delusioni. E in effetti mi aspettavo la perfezione. Sono contento di aver trovato un giardino.

La storia del giardino è ben documentata dal suo stesso autore che ne ha fatto un campo di prova, un laboratorio per sperimentare le soluzioni e le piante che via via andava testando per le sue creazioni, e anche un vivaio per un certo periodo, per allevare in proprio, verificare le caratteristiche, attitudini ed esigenze, di un'intera gamma di piante precedentemente poco usata all'interno dei giardini. In diversi dei suoi libri vediamo immagini del giardino appena piantato e via via più maturo. 

Laddove inizialmente, nel grande parterre che costituisce il pezzo forte del giardino a sud dell'abitazione, un largo spazio era ancora lasciato a tappeto erboso e la "composizione" era cadenzata da totem di tasso topiati in forma di cilindri, e le "nuove perenni" - le specie che Oudolf ha portato alla ribalta in giardino e per le quali è giustamente famoso - facevano la loro comparsa rimanendo confinate sui bordi e affacciandosi, per così dire, al giardino spalleggiate dalle siepi perimetrali, oggi tutto lo spazio a disposizione è occupato da questa distesa di erbe che montano spumeggianti e si distendono, si ritirano e investono a ondate il visitatore nel tentativo di avvincerlo anche fisicamente e conquistarlo così alla loro esuberante e rustica bellezza.

Fa da contrappunto a questa zona la parte più prossima all'abitazione, in cui è il vuoto a farla da padrone. Un tappeto erboso occupa esesamente lo spazio accortamente suddiviso in senso diagonale da un vialetto in beole che ha per meta diverse formazioni "geometriche" molto ben definite di tasso e altre erbe dalla forte struttura. 

Un tunnel di carpino e siepi di tasso suddividono ulteriomente lo spazio connettendo, introducendo, occultando le diverse parti del giardino accessibili da qui.

Alcuni alberi, un pero vetusto, danno slencio verticale alla composizione. Le "nuove perenni", in questo caso, sono rimaste entro i confini delle bordure, per quanto comincino a starci un po' strette. Sia qui che nel grande parterre, l'impressione è che ci sia bisogno di intervenire con un bel diradamento. E' illusorio pensare che esista un giardino, per quanto siano rustiche e ben adattate le piante che impiego, che non abbia bisogno di una certa manutenzione.

Diversa la situazione della zona a nord dell'abitazione dove un tempo si trovava il vivaio degli Oudolf è oggi ospita lo studio del paesaggista. Anche qui il giardino è definito da un sistema ben delineato di siepi e muri che fanno da quinte e schermi e offrono il giusto contenimento a un prato dal sapore spontaneo e ancora fresco di  realizzazione. Oltre le siepi i campi e mandrie di placide frisone al pascolo.

mercoledì 22 settembre 2010

Hoathly Hill, una città giardino

Ti dài un tempo e uno spazio. Scegli di aderire a un progetto. Fase uno: imparare a scolpire un Cosmogramma. Senza farlo apposta c'era un giardino lungo il percorso. L'appuntamento è a Hoathly Hill, un villaggio residenziale a sud di Londra, nato da un'esperienza di comune nel 1972. Quarant'anni di storia. Quarant'anni di condivisioni, idealismo, scazzi, e lavoro, parole, nascite, morti. E un giardino.

Il giardino sta al centro. E si insinua fra le abitazioni, sconfina nel grande prato aperto a sud e si confonde col bosco ai margini della proprietà.

Il giardino è l'occasione che questa comunità si è data per dare coesione all'abitato e offrire un'opportunità a tutti di conoscersi più direttamente, lavorando insieme alla sua manutenzione. Già, perché non ci sono giardinieri che vengono qui dall'esterno per provvedere alla cura di questo giardino. Quello che vedo è il frutto della collaborazione di quanti vivono in questo posto, è il loro modo di rinsaldare il legame che li unisce a questa terra.

Il giardino delle erbe aromatiche e delle officinali ha la forma di un pentagono attraversato da due vialetti che si incrociano al centro sotto un gazebo coperto di rose sarmentose. Qui sotto, su una panca, l'ortolano della comunità deposita le frutta e gli ortaggi appena colti dall'orto comune. Ciascuna famiglia e membro della comunità può usufruire anche di un appezzamento personale da coltivare. L'unico vincolo è quello di attenersi a un'agricoltura naturale.

La comunità è nata ispirandosi ai principi della filosofia di Rudolf Steiner e questi sono ancora palpabili nell'aria. Nel villaggio si trovano uno studio di scultura, un asilo e un centro diurno per persone diversamente abili. A cura di quest'ultimo la realizzazione di un giardino, di cui ho potuto assistere alle fasi iniziali, alla memoria di un vasaio recentemente scomparso.

Oltre alla zona degli orti, da cui si gode una vista sull'adiacente villaggio di West Hoathly, il giardino comprende una zona a bosco; il "Quadrato" - una zona a prato circondata da una bordura di rose e due bordure miste di erbacee perenni; un altro giardino dedicato alla memoriadi quanti qui sono morti; la radura dei falò; il giardino dello stagno; e "15 Acri".

E' questa la grande prateria che si affaccia a meridione. Qui, quando hai fortuna, può capitarti di incontrare un cavallo bianco.




You embrace a project. You take some time and travel some place. Step 1: learning how to carve a Cosmogramme. On your way, and believe me without planning on your side, you find a garden. Your meeting point is at Hoathly Hill. This is a residential community, south of London, born as a commune in 1972. Almost forty years old. Forty years of ideals, sharing, fights and work; thoughts, births and deaths. And a garden.

The garden is central. And it runs through the houses, it spills over a huge open field to the South and it merges with the woods at the edge of the property.

This garden is one way this Community chose to link the buildings together and to offer an opportunity to everyone to meet and get to know each other more directly, while working together at its maintenance. In fact, there are no outside gardeners taking care of such a jewel. What you can see here is the result of the people who are living here cooperating to take care of this bit of land and thus strengthen their connection with it.

The herb and officinal plants garden is in the shape of an irregular pentagram crossed by two paths that meet up in the centre underthe shade of a gazebo covered in roses. Fruit and vegetables, as soon as they are picked, are left here on a bench by the community orchard keeper. Each family and member of the community can make use of a personal plot to grow vegetables and flowers in. The only rule is to stick to organic agriculture.


The Community was set up on the insights of Rudolf Steiner and you can still feel it. Private initiatives within the Community include a sculpture studio, a kindergarten and a day centre for people with special needs. A new garden is now being created by this centre to the memory of a recently dead pot maker.



The garden is divided into different rooms, apart from the vegetable plots and herb garden, you can find wooded areas; the "Square" - a huge lawn enclosed between ancient walls and rose and perennials mixed borders; another memorial garden by ancient yew trees; a garden for communal bonfires; the pond area; and "15 Acres".

This is a huge field facing south and if you're lucky enough you're going to meet a white horse here.

sabato 4 settembre 2010

Alcuni le chiamano erbacce

Le erbacce che una cinquantina d'anni fa avevamo scartato dal giardino, alla ricerca di una rasserenante uniformità, rientrano dal cancello principale e tornano, esuberanti, a mostrarci la loro bellezza. In questa stagione, a maturità avvenuta di capsule e spighe, si presentano eleganti e dorate, soddisfatte di aver portato a termine il loro compito.

The weeds we had cast outside of our gardens some fifty years ago, looking for some kind of uniform serenity, are showing up again right at the front gate in all their vibrant and non-chalant beauty. At this time of the year, their spikes and capsules ripe, they look golden and elegant, satisfied with their accoplished task.
Non è servito cercare di reprimerle in ogni modo, escluderle dalla nostra vista nel tentativo di dimenticare che il giardino - anche il giardinetto del villino di provincia, con le sue prestese di ordine e urbanità - ha le sue radici nella campagna, negli incolti, in quelle terre di mezzo dove il prato non è più prato e pure non è ancora bosco.

There was no use in trying to get rid of them with all kinds of efforts, casting them out of our sight in order to forget that our gardens - even the very artificial looking ones that go with suburban houses and aspire to be all tidy and urban - have their roots in the countryside, in meadows, and in those uncertain areas where meadows end and woods start.

Sono tornate, trionfanti di bruni e di ori, e ci sorridono con la loro capacità di catturare e restituirci la luce del sole. Sembra che dicano, non preoccupatevi più di noi, lasciateci in un angolo del giardino, indisturbate, e sapremo stupirvi con lo spettacolo dei nostri colori, l'eleganza del nostro portamento, il profumo di un altro tempo e i nostri canti nel vento...

They came back, triumphant with their shades of gold and brown, and smiling back to us with their unique way of catching and reflecting the light of the sun. It seems they're telling us: do not bother about us anymore, leave us alone in a corner of the garden and we will not fail to delight you with the show of our colours, the elegance of our stance, our fragrance from a distant past and our songs in the wind...
Queste immagini sono state scattate in piena città a Londra, nel giardino pubblico di Bonnington Sq. Garden. Si tratta di un altro giardino di quartiere nato per volontà degli abitanti della zona all'inizio degli anni '90, e a tutt'oggi curato e animato dall'impegno di alcuni di loro riunitisi in una Associazione.

These pictures were taken in the town of London, in the public garden of Bonnington Sq. This is another example of co-gardening and the story of a garden that was born because of local people wanting it and now attending to it.

sabato 14 agosto 2010

welcoming people and wildlife alike









Now, would you guess this was shot in central London within striking distance of St. Pancras Station? well, that's exactly the spot! Camley Street Natural Park lies in the middle of King's Cross. Born on the site of a coal yard back in 1984, it is listed today as one Local Nature Reserve.

Visiting there this year in May I was delighted by walking through an undergrowth of cow parsley in the wood and realizing what can be done to reintroduce nature in our towns and welcome people and wildlife alike a in public park.


Chi lo direbbe che ho scattato questa foto in piena città a Londra a uno sputo dalla Stazione di St Pancras? eppure, sta proprio lì. Il Camley Street Natural Park si trova nel bel mezzo di King's Cross. Nato sui resti di un deposito di carbone nel 1984, è oggi inserito fra le Riserve Naturali Locali della metropli.

Ho visitato questo giardino a maggio quest'anno e ho provato il piacere di camminare in un sottobosco di cerfoglio selvatico e toccare con mano quanto è possibile fare per reintrodurre la natura nelle nostre città e invitare in un giardino pubblico allo stesso modo la gente e la flora e la fauna selvatiche.

giovedì 29 luglio 2010

gardens of the mind













no matter how beautiful a garden in terms of location, design, soft and hard landscaping features and plants thriving there, what you bring home is a feeling of the way you were welcomed there.

per quanto sia bello un giardino - per il luogo in cui si trova, per la sua composizione, per gli elementi di arredo e strutturali che lo caratterizzano e le piante che ci crescono dentro - quello che resta è il ricordo di come vi sei stato accolto.

giovedì 15 luglio 2010

gardens bring people together

Culpeper Community Garden is a well established and beautifully run public park and environmental community project in the very heart of Islington, London.









Culpeper is an organic garden with a rich and varied array of plants. Trees, shrubs and a wealth of herbaceous perennials and all kinds of herbs and seasonal vegetables grow on the plots.


Tending the garden is a communal effort by garden members and volunteers. Though the garden is divided up into plots for each resident gardener to grow his/her own piece of land, vegetation flows quite naturally from one plot to the other, turning from more ornamental to more productive ones without one really noticing, thanks to some common rules, a sound management and a shared feeling about what the garden is about.

During my visit there I was welcomed by one of the head gardeners who introduced me to the philosophy of place. Managed by and for local people this garden is "90% about the people, and 10% about the gardening". And i did meet people of all ages and countries of origin, gardeners, clerks during there lunch break, a homeless, mothers and their kids.

The garden has quite a casual feel about it. A sound foundation design is the perfect set for the vegetation to take the scene. Casual as the plantings may seem, there are some spots, corners, views where you find brilliant combinations of plants and an impeccable sense for colour, form and scale, granting an overall sense of unity and beauty. Great job!


Il Culpeper Community Garden, nel cuore di Islington a Londra, è un giardino pubblico ben avviato e gestito alla grande, si tratta anche di un progetto sociale per la salvaguardia ambientale.

Si tratta di un giardino coltivato secondo i dettami del metodo biologico con una grande varietà di piante. Alberi, arbusti, un sacco di erbacee perenni e una moltitudine di aromatiche e stagionali trovano spazio negli appezamenti.

La cura del giardino è l'obiettivo e lo sforzo comune dello staff del giardino e dei volontari. Sebbene il giardino sia suddiviso in lotti per ciascuno dei giardinieri residenti che coltiva così il suo pezzetto, la vegetazione fluisce indisturbata da un appezzamento all'altro facendosi ora più ornamentale, ora più ortiva, senza che si notino separazioni evidenti, grazie ad alcune regole comuni, una buona gestione e un sentimento condiviso riguardo a quello che il giardino rappresenta.

Mentre ero lì sono stato accolto da una responsabile del giardino che mi ha illistrato la filosofia del luogo. Gestito da e per la gente del quartiere questo giardino "ha a che fare per il 90% con il benessere delle persone e per il 10% con il giardinaggio" (si capisce che essendo inglesi il dieci per cento è più che sufficiente per i risultati strabilianti che riescono a ottenere! ;-) E infatti ho incontrato persone di tutte le età e provenienze, giardinieri, impiegati in pausa pranzo, un barbone, mamme e i loro bambin*.

Il giardino si presenta piuttosto informale. Una buona progetazione di base tuttavia offre la giusta cornice per il sopravvento della vegetazione. Casuale per come potrà sembrare a occhi inesperti l'arrangiamento delle piante ci sono certi angolini, prospettive e viste di insieme in cui è possibile apprezzare formidabili combinazioni di piante e un infallibile senso del colore, delle forme e dei rapporti di scala fra i diversi elementi assicurando così il generale senso di unità e bellezza. Ottimo lavoro!
Related Posts with Thumbnails