domenica 28 novembre 2010

A widespread silence

© Picture by Paula Marchini Senatore

Se grazie a un miracolo molta gente fosse costretta a pronunciare solo parole che corrispondano con esattezza ai fatti, si avrebbe un diffusissimo silenzio in tutto il mondo, perché la maggior parte di quanto oggi viene detto non corrisponde appunto a fatti constatati, ma esprime le più diverse opinioni, le più diverse passioni. (R. Steiner)

If by a miracle a lot of people were to utter only those words that exactly matched with facts, there would be a widespread silence all over the globe, since most of is being said today does not match with verified facts, but just reflects the most diverse opinions, the most diverse passions. (R. Steiner)

domenica 21 novembre 2010

La via del giardino

Oggi da una mia cliente, ho avuto la percezione che occupandomi del suo giardino stessi altresì prendendomi cura del suo benessere.

Osservando il suo giardino, essendo nel suo giardino, ascolto ciò che le piace, il tipo di sistemazione, le piante e le difficoltà che incontra nel mantenerlo. Facendole delle domande per farle prendere coscienza di come vede il suo giardino e che cosa le piacerebe fare affinchè si avvicini sempre di più al suo ideale, percepisco il suo atteggiamento più generale verso la sua vita, i suoi entusiasmi e le sue delusioni.

Delle rose mi ha detto che non le interessano, possiamo estirparle a parte quella al centro, che è diventata selvatica - la vedo, così florida in mezzo alle due ibride sgangherate, tutta fiera dei suoi cinorrodi - e fa tutte queste bacche e le "rose canine" - le ha evocate facendo un gesto fra indice e pollice delle due mani, come a strofinare delicatamente un petalo rosato e come le si illuminava il viso nel ricordo.

Quando le ho spiegato il nostro approccio alla potatura, un modo di contenere e accompagnare l'accrescimento delle piante affinché possano convivere fra loro e all'interno del giardino, mi ha detto che lei predilige la forma libera a quella sempre ritoccata. Allora le ho accennato di come si tratta di trovare un equilibrio fra il portamento selvatico e quello troppo artificioso e addomesticato "perché il giardino non è una foresta..." - "Peccato!" mi ha risposto. E quanta nostalgia in quella parola.

In un angolino del giardino ho pensato per lei a un sottobosco di mughetti e aglio orsino ai piedi di un gruppetto di betulle lasciate crescere molto spontaneamente.

domenica 31 ottobre 2010

Incontro d'albero

"Gli alberi non svolgono solo funzioni biologiche, gli alberi più vecchi influenzano il paesaggio, sul piano emotivo e delle energie sottili, aiutando altri esseri a trovare un luogo adatto dove sviluppare la loro attività"

Con queste parole, Francisco ci ha invitato a fare una passeggiata sabato mattina per incontrare alcuni alberi significativi per il territorio di Treviso. Abbiamo esplorato l'interno di una quercia presso la Chiesa di Sant'Anna e Santa Maria del Rovere, ci siamo lasciati trasportare dalla sua effervescenza! Abbiamo reso omaggio a un'antica farnia, abbracciandola in tre, e ci siamo immedesimati nel suo ruolo di guardiana e protettrice del luogo. Quindi a Villa Margherita siamo stati intrattenuti da un platano sulla riva del laghetto e da una singolare coppia, costituita da un cedro e da un carpino, sul limitare del grande parterre della cedraia.

La capacità di incontrare un albero sul piano emotivo nasce da un allenamento all'esercizio del silenzio interiore e dell'ascolto attento di come entra in risonanza con noi tutto ciò con cui noi stessi entriamo in relazione.

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Se ne avete l'occasione, prendetevi del tempo da trascorrere in compagnia di un albero - o di un gruppo di alberi - in questi giorni in cui si stanno risvegliando all'autunno. Osservate il processo che stanno attraversando, sentite come si liberano di ciò che fra poco sarebbe loro superfluo, ascoltate il rumore delle foglie che cadono sulla terra.

C'è negli alberi un senso infallibile della loro missione.


"Trees do not just fulfil biological functions. More mature ones act upon the subtle energetic planes of a landscape on an emotional level, helping other beings to find a proper place where to grow and develop their own activities"

These words are from Francisco's invitation for a walk around the territory of Treviso to discover the functions of ancient and significant trees that live there. Thus we ventured in the exploration of a hollow tree standing in front of the Church of St. Ann and St. Mary of the Oak-tree, we were surprised by its sparkling activity! It took three of us together to pay our respects to an ancient pedunculate oak by embracing it, we explored its role as a guardian of the place. At Villa Margherita we then met a plane tree standing at the edge of a pond and couple of trees, a Deodar cedar and a hornbeam, at the edge of the orangerie lawn.

The possibility of meeting a tree on an emotional level is grounded in the costant exercise of interior silence and the careful attention we pay to the way everything we relate to ultimately resonates within ourselves.

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These days, if you have a chance to, spare some time to spend in the company of trees that are awakening to the autumn impulse. Pay attention to the process they are undergoing, feel the way they manage to get rid of what would soon become a hindrance to them, hear the sound of leaves falling on the ground.

Trees have a faultless sense of their mission.

domenica 17 ottobre 2010

Let yourself be known

I had often heard that early Autumn can be like a second Spring in Mediterranean environments and now I know. A few days on the island of Formentera and I was embraced by this unexpected blooming festival.

Avevo sentito dire altre volte che l'autunno è come una seconda primavera in certi ambienti del Mediterraneo e adesso ne ho la prova. Qualche giorno sull'isola di Formentera e sono stato avvolto da questo spettacolo inaspettatato di fioriture.

There were flowers on the side of the main roads and flowers blooming in the meadows and across the narrow paths that run through the salterns. And I was really taken aback by the sight of flowers springing as if out of bare rock.

C'erano fiori a bordo delle strade principali e altri che si aprivano negli incolti e fra gli stretti sentieri che si insinuano nelle saline. E più di tutto mi ha colpito la vista di fiori che sembravano sbucare direttamente dalla roccia.

We had just parked our car by the Lighthouse of the Mola when, from a distance, I saw the ground sprinkled with white and pink flakes of I-know-not-what. They looked like confetti at best or some kind of litter at worst, carelessly left about the place. Though what I first had thought on seeing them out of the car window was - how wonderful if these, gently spreading over the land here, were all flowers? and they were!

Non appena parcheggiata l'auto presso il Faro della Mola, a una certa distanza ho visto il suolo ricoperto da uno strato di bianco e di rosa che non riuscivo a identificare. Sembravano coriandoli o, alla peggio, cartacce abbandonate in giro. Eppure, non appena le avevo viste dal finestrino della macchina mi ero detto - possibile che siano fiori, sparsi così e delicati sulla terra? e lo erano!

They were living their existence amongst crowds of oblivious people coming there to visit the Lighthouse. So, why should the Island put on such a graceful new garden every year if nobody noticed?

Erano davvero fiori, e trascorrono la loro vita in mezzo a turisti non curanti, arrivati fin lì per il Faro soltanto. E perché l'Isola dovrebbe inscenare un nuovo giardino così delicato ogni anno se nessuno se ne accorgesse?

In no time I realized I was being seized again in my obsession of "identifying" the plants I was seeing. I was so surprised and taken aback by the way the plants were growing out of the ground, I did not realize I may already know the family and genus this plant belonged to.

Ben presto mi sono reso conto di essere nuovamente preda alla mia mania di dare un nome, "identificare", le piante in questione. Infatti, colto di sorpresa e spiazzato dall'ambiente in cui la pianta fioriva, mi è sfuggita completamente la possibilità di conoscerne già la famiglia e il genere di appartenenza.

What is a name, if compared with the actual experience we can have of the object it identifies? There are times when, in order to find out its name, we lose sight of the experience itself.

Che importanza ha un nome, rispetto all'esperienza che possiamo fare della cosa che identifica? Certe volte, per andare dietro al nome che la definisce perdiamo il valore
dell'esperienza stessa.

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Next time you meet a plant which you do not know, let IT identify you for a change! which kind of human are you? Let yourself be known.

La prossima volta che incontri una pianta di cui non conosci il nome, lascia che sia lei a identificare te per una volta. Che tipo di umano sei? Làsciati riconoscere da lei.

Let the plant itself observe you and feel you in its energy field. Let it come closer to you, be naked in front of it as it is in front of you, expose yourself to its organs of perception and feel its qualities by letting it taste yours.

Lascia che sia la pianta stessa ad osservare te e percepirti nel suo campo energetico. Lascia che si avvicini, spogliati di fronte a lei come lei è nuda dinnanzi a te, rimani esposto/a ai suoi organi di percezione e sperimenta le sue qualità lasciando che lei abbia un assaggio delle tue.

giovedì 7 ottobre 2010

The Spirit of the Dojo

The word "dojo" comes from the Japanese martial arts. "Dojo" refers to a place, a time and a community of learners committed to supporting one another's personal growth through a process of mindful skill building. It was originally used to designate a place where people came together to practice meditation (John Mark Rozendaal).

To me it is a fortress, a castle, a temple.

La parola "dojo" arriva dalle arti marziali giapponesi. "Dojo" si riferisce a un luogo, a un tempo e a una comunità di apprendisti determinati a supportarsi a vicenda nella loro crescita personale attraverso un processo cosciente di costruzione eaffinamento delle proprie abilità. Originariamente il termine veniva usato per designare il luogo dove le persone si ritrovavano insieme per praticare la meditazione (John Mark Rozendaal).

Per me è una fortezza, un castello, un tempio.

giovedì 30 settembre 2010

Carving a Cosmogramme

Quindi siamo passati all'azione. Dopo una prova per prendere confidenza con la tecnica, eseguita su un disegno originale elaborato da Marko Pogacnik durante un seminario a Londra, ciascuno di noi ha iniziato a scolpire il suo cosmogramma. Prima di dare inizio al lavoro, ci siamo connessi alla pietra che giaceva dinnanzi a noi.

Pietra di Portland, una pietra calcarea di circa centocinquanta milioni di anni fa, un era relativamente recente in termini geologici. Per intenderci, quando presumibilmente quello che sarebbe diventato il continente africano era ancora fuso all'attuale America del Sud, la placca europea non era ben distinguibile e il futuro continente asiatico assomigliava molto a un drago pronto spiccare un balzo.

Una pietra formatasi per stratificazione sui fondali marini in seguito alla precipitazione di carbonato di calcio e del suo accumulo e compattazione insieme al deposito dei resti di sostanza organica derivante da animali e vegetali acquatici in via di decomposizione. Una pietra, dunque, che racchiude al suo interno, una memoria minerale e organica inarrivabile per la nostra mente.

La connessione, a livello intuitivo, ci ha permesso di entrare in risonanza e unirci al mezzo espressivo. Da quel momento si può affermare che non eravamo più da soli a scolpire ma era la pietra a suggerirci come procedere. Io, ad esempio, ho cominciato a scolpire all'esterno dell'area circolare del cosmogramma, con una convinzione e una sicurezza che si sono rivelate sorpendenti quando mi sono reso conto che quello che avevo appena fatto era assolutamente "sbagliato". Grazie a Lizzie, non ho perso né la calma né la concentrazione e qualche minuto dopo è "apparsa" una nuova parte del disegno che voleva manifestarsi cosicché il cerchio centrale galleggia adesso su una bolla a due anse.

Tutti i processi fin qui descritti di esplorazione del territorio, elaborazione di un disegno e scultura del cosmogramma sono nati e si sono sviluppati in seno a un cerchio, in un contesto di gruppo. Un gruppo di umani che si è ritrovato con l'intento di entrare in contatto con un territorio, lasciarsi coinvolgere dalle sue dinamiche e facilitare il fluire delle energie in esso presenti attraverso la creazione di disegni comprensibili a livello intuitivo da parte di tutti i suoi abitanti.

Il ticchettio della mazzetta sullo scalpello e dello scalpello sulla pietra, ripetuto per tante persone quante eravamo all'opera insieme, è stato la musica che ci ha accompagnato mentre eravamo tesminoni del rivelarsi e del prender forma del Cosmogramma nel suo viaggio dal regno dei pensieri e delle emozioni alle tre dimensioni della materia.

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So we set to work. We started getting confident with the new media and learning the basic techniques by carving one cosmogramme
Marko Pogacnik had been drawing during the London Workshop and then each one of us started with their own cosmogrammes. Right before starting we tuned in with the stone that was lying in front of us.

Portland stone, a more or less 150 million years old limestone, so quite a young one in terms of geologic periods. When what would have most likely become Africa was still one thing with Southern America to get the picture, Europe was not yet configured and the Asiatic plate looked very much like a crouching dragon.

This kind of stone formed in a marine environment due to the precipitation of calcium carbonate on the sea floor and its sedimentation along with organic detritus from animals and plants. So this stone is packed with biological memory and a whole lot of organic intelligence we can harly imagine.

Tuning in, at an intuitive level, granted us a sort of connection with our creative media. From that moment on we can say that we were not alone in our carving effort but the stone itself was suggesting to each one of us how to proceed. For instance, I started out by carving exactly outside of the circle of my drawing right where I was not at all supposed to!!! Yet, thanks to Lizzie one of our facilitators, I kept calm and concentrated and a little afterwards a new section of the drawing emerged that meant to be carved on the stone. And now the central circle floats on a squeezed bubble.

All the different experiences we've been going through, from exploring the grounds to designing a drawing and finally carving a cosmogramme, were part of a group process and were conceived and born within a Circle. A group of people who met with the intention of getting in touch with a land, getting involved with its dynamics, trying to understand its needs and facilitate the flow of its energies by means of drawings intuitively understandable by all of its inhabitants.

The light sound of hammer upon chisel and chisel upon rock, echoed for so many times as the people at work, was the music that accompanied us while carving together and soon became a familiar and cosy motive. The perfect soundtrack for the gradually unveiling and coming into form of the Cosmogramme from the realm of thoughts and emotions to three dimensional matter.

Birth of a cosmogramme

Così mi sono dedicato all'esplorazione del laghetto, prendendomi il tempo che sentivo necessario per assaporare le mie sensazioni, giocando a focalizzare l'attenzione ora al posto nel suo insieme, ora ai più piccoli particolari. Stando in piedi o procedendo sdraiato, camminando o sostando, osservando la terra, l'acqua e l'aria e cercando di respirare ciò che accadeva intorno a me. Allora ho fatto qualche memorabile incontro: con un'ortica, coi fiori di menta e con le spighe arcuate delle ultime crocosmie... e con una bellezza acquatica che si erge col suo stelo dal pelo dell'acqua per poi incurvarsi dolcemente nelle foglie. Mi sarei ricordato di questa pianta una volta completato il disegno del cosmogramma. Come questo sia avvenuto, non lo so.

So I went on exploring the pond area, taking my time to be with my sensations and the way I was feeling, having fun alternatively focusing my attention to the whole picture and to single details. Either walking or coming to a halt, whether standing on my feet or lying on the ground, observing what was going on up in the trees and through the grasses, and on the suface of the water. Trying to breath in what was going on all around me. And thus I had some remarkable meetings: with a nettle, with peppermint flowers, with the gracefully arched spikes of a late blooming crocosmia... and some unknown beauty with leafstalks uprising from the waters and gently curving leaves. I would remember about this plant once the drawing of the cosmogramme was completed. How this was accomplished, I do not know.

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