Visualizzazione post con etichetta arte di guarire la terra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arte di guarire la terra. Mostra tutti i post

giovedì 15 settembre 2011

Amsterdam e il giardino diffuso

Primo pomeriggio di un paio di giorni alla scoperta di una città sconosciuta. Mi avventuro per le strade del quartiere Jordaan. Sopresa: niente turisti, niente biciclette che ti sfrecciano affianco peggio delle automobili, niente miasmi da coffee shop. Mi riprendo dall'impatto iniziale con Amsterdam, la città più... adolescenziale che abbia conosciuto! Fra le strade di questo quartiere, che corrono parallele fra loro e si intersecano ortogonalmente, è facile perdersi.

Le facciate delle case si susseguono ordinate una dietro all'altra. A distinguerle piccoli "giardini di strada" improvvisati a ridosso degli edifici. Si tratta di piccoli spazi, spesso soltanto dei ritagli di terra a destra e sinistra delle porte di ingresso. Eppure quante piante ci possono stare! e non solo, ognuno di questi piccoli - a volte davvero minuscoli - giardini è spesso arricchito di una panchina, una scultura, talvolta addirittura un tavolino con un paio di sedie.

Qui le strade sono spesso strette e la luce cade radente sulla facciata degli edifici e quasi ogni ingresso è accompagnato da qualche pianta. L'insieme ha qualcosa di aggraziato e gioioso e vagamente malinconico come la canzone di un signore che, cantando, fila via in bicicletta.

Oltre a questa fuga di piante lungo la maggior parte delle strade, si assiste, quando lo spazio si apre in slarghi e piazzette al fiorire di aiuole pubbliche che hanno tutto l'aspetto di essere gestite ancora una volta da privati cittadini, sempre mossi da quella che mi sembra una volontà di ingentilire e rendere più aggraziato il percorso di ogni giorno attraverso la città.


Abbiamo un giardino quando un qualche rappresentante del genere umano entra in relazione con qualche rappresentante del mondo vegetale.

La natura di questo rapporto poi, il grado di comunicazione che sarà possibile instaurare fra i rappresentanti di dei due regni e la complessità di interazioni che verranno a crearsi con gli animali e le sostanze minerali presenti sul posto, determineranno la natura del giardino. La sua salute e, oserei dire, la sua felicità.

domenica 31 ottobre 2010

Incontro d'albero

"Gli alberi non svolgono solo funzioni biologiche, gli alberi più vecchi influenzano il paesaggio, sul piano emotivo e delle energie sottili, aiutando altri esseri a trovare un luogo adatto dove sviluppare la loro attività"

Con queste parole, Francisco ci ha invitato a fare una passeggiata sabato mattina per incontrare alcuni alberi significativi per il territorio di Treviso. Abbiamo esplorato l'interno di una quercia presso la Chiesa di Sant'Anna e Santa Maria del Rovere, ci siamo lasciati trasportare dalla sua effervescenza! Abbiamo reso omaggio a un'antica farnia, abbracciandola in tre, e ci siamo immedesimati nel suo ruolo di guardiana e protettrice del luogo. Quindi a Villa Margherita siamo stati intrattenuti da un platano sulla riva del laghetto e da una singolare coppia, costituita da un cedro e da un carpino, sul limitare del grande parterre della cedraia.

La capacità di incontrare un albero sul piano emotivo nasce da un allenamento all'esercizio del silenzio interiore e dell'ascolto attento di come entra in risonanza con noi tutto ciò con cui noi stessi entriamo in relazione.

--------------------------------------------------

Se ne avete l'occasione, prendetevi del tempo da trascorrere in compagnia di un albero - o di un gruppo di alberi - in questi giorni in cui si stanno risvegliando all'autunno. Osservate il processo che stanno attraversando, sentite come si liberano di ciò che fra poco sarebbe loro superfluo, ascoltate il rumore delle foglie che cadono sulla terra.

C'è negli alberi un senso infallibile della loro missione.


"Trees do not just fulfil biological functions. More mature ones act upon the subtle energetic planes of a landscape on an emotional level, helping other beings to find a proper place where to grow and develop their own activities"

These words are from Francisco's invitation for a walk around the territory of Treviso to discover the functions of ancient and significant trees that live there. Thus we ventured in the exploration of a hollow tree standing in front of the Church of St. Ann and St. Mary of the Oak-tree, we were surprised by its sparkling activity! It took three of us together to pay our respects to an ancient pedunculate oak by embracing it, we explored its role as a guardian of the place. At Villa Margherita we then met a plane tree standing at the edge of a pond and couple of trees, a Deodar cedar and a hornbeam, at the edge of the orangerie lawn.

The possibility of meeting a tree on an emotional level is grounded in the costant exercise of interior silence and the careful attention we pay to the way everything we relate to ultimately resonates within ourselves.

--------------------------------------------------

These days, if you have a chance to, spare some time to spend in the company of trees that are awakening to the autumn impulse. Pay attention to the process they are undergoing, feel the way they manage to get rid of what would soon become a hindrance to them, hear the sound of leaves falling on the ground.

Trees have a faultless sense of their mission.

giovedì 30 settembre 2010

Birth of a cosmogramme

Così mi sono dedicato all'esplorazione del laghetto, prendendomi il tempo che sentivo necessario per assaporare le mie sensazioni, giocando a focalizzare l'attenzione ora al posto nel suo insieme, ora ai più piccoli particolari. Stando in piedi o procedendo sdraiato, camminando o sostando, osservando la terra, l'acqua e l'aria e cercando di respirare ciò che accadeva intorno a me. Allora ho fatto qualche memorabile incontro: con un'ortica, coi fiori di menta e con le spighe arcuate delle ultime crocosmie... e con una bellezza acquatica che si erge col suo stelo dal pelo dell'acqua per poi incurvarsi dolcemente nelle foglie. Mi sarei ricordato di questa pianta una volta completato il disegno del cosmogramma. Come questo sia avvenuto, non lo so.

So I went on exploring the pond area, taking my time to be with my sensations and the way I was feeling, having fun alternatively focusing my attention to the whole picture and to single details. Either walking or coming to a halt, whether standing on my feet or lying on the ground, observing what was going on up in the trees and through the grasses, and on the suface of the water. Trying to breath in what was going on all around me. And thus I had some remarkable meetings: with a nettle, with peppermint flowers, with the gracefully arched spikes of a late blooming crocosmia... and some unknown beauty with leafstalks uprising from the waters and gently curving leaves. I would remember about this plant once the drawing of the cosmogramme was completed. How this was accomplished, I do not know.

lunedì 27 settembre 2010

Designing a cosmogramme

Esplorare, disegnare, scolpire, sentire. Creare un Cosmogramma comporta mettere in gioco più parti di noi e prestare un'attenzione speciale all'ambiente che ci circonda.

Exploring, drawing, carving, experiencing. Creating a Cosmogramme is about engaging different parts of ourselves and giving one's full attention to our environment.

Dopo il primo giorno di visita "guidata" e un contatto con il posto, Hoathly Hill si è dischiusa come un fiore e ciascuno di noi si è avventurato in una esplorazione personale dell'area alla ricerca di un luogo speciale per sé, le cui caratteristiche risuonassero particolarmente per lui/lei. A me è accaduto con la zona dello stagno. Istintivamente, sono stato attratto qui dalla selvatichezza del luogo, dalla sua aria un po' appartata e tuttavia per nulla inospitale.

After spending our first day on a "guided" tour of the place and getting in touch with it, Hoathly Hill opened up like a flower for us and we ventured in a personal exploration of the grounds in search for a spot especially meaningful for each one of us. This spot happened to be the pond area for me, I was drawn here instictively by a certain wilderness and a secluded feel about the place though not inhospitable in any way.

A trascorrerci un po' di tempo, ho intuito il disegno originale delle piantumazioni e il modo in cui nel tempo sono state inglobate dalle specie spontanee.

After spending some time there, the original planting design became clear and the way, in time, wild species blended in with the more ornamental ones.

Il quadro finale che ne esce è quel misto di selvatico e ornamentale, di curato e lasciato a se stesso che fa di un giardino quel luogo magico in cui l'umano si incontra con gli elementi per creare qualcosa che prima non c'era... qualcosa che presto scomparirebbe se l'umano uscisse di scena.

The resulting picture is that combination of wild and tame, of ornamental and spontaneous that makes a garden such a magical place where the human factor meets the elements and co-creates with them something that wasn't there before... something that would soon disappear if the human element left the scene.

Aprendomi alle sensazioni che il luogo suscitava in me, hanno cominciato a delinearsi forme e figure nell'intrico di foglie e rami. E un tema. Le energie assurgenti e quelle che si piegano, tutte fluttuanti. Che cos'è la volontà? e come possiamo esercitarla senza diventare prepotenti?

Opening myself up to the impressions this place evoked inside of me, forms and figures began to emerge within the intricacies of branches and leaves. And a theme. The up-surging and the bending energies, all of them flowing. What is will? and how do we exercise our will without becoming domeneering?

To be continued...

martedì 22 giugno 2010

drawing a cosmogramme

designing a cosmogramme is surely one way of getting in touch with our more intuitive core. it's a process of increasing awareness of our surroundings and inner soulscape. it can be a revealing and surprising experience.

elaborare un cosmogramma è sicuramente un modo per entrare in contatto con una parte nucleare e più intuitiva di noi stessi/e. è un processo di approfondimento nella presa di consapevolezza del paesaggio intorno e dentro di noi. si tratta di un'esperienza sorprendente e rivelatrice.

during Marko Pogacnik's workshop in London "Cosmogrammes - Communicating with Other Dimensions of Life" we explored different sites linked with river Thames around Hammersmith area to the West and Greenwich to the East.

durante il seminario di Marko Pogacnik a Londra abbiamo esplorato diversi luoghi della città correlati al fiume Tamigi intorno alla zona di Hammersmith a ovest e a Greenwich a est.














in Marko's own words river Thames is the spine or backbone of London landscape. it's like a cosmic gesture within the town balancing the opposites within its organism.

per dirla con le parole di Marko il fiume Tamigi è la spina dorsale o l'asse portante del paesaggio di Londra. è un gesto cosmico dentro alla città con la funzione di bilanciare gli opposti all'interno del suo organismo.














on the last day of our workshop we came back to the river and waited still for a while before setting to create the cosmogrammes we had been designing for the occasion.

l'ultimo giorno del seminario siamo tornati sul fiume e ci siamo messi in ascolto prima di realizzare i cosmogrammi che abbiamo elaborato appositamente per questa occasione.

each of us chose one of the many places we had been exploring and whose quality we experienced, and designed a cosmogramme to suit with the Spirit of the place and help awakening and balancing its vital energies.

ognuno di noi ha scelto uno dei diversi posti che abb
iamo esplorato e di cui abbiamo sperimentato le qualità, e realizzato un cosmogramma per trovarsi con lo Spirito del luogo e aiutarlo a risvegliare e bilanciare le sue energie vitali.












my choice went to an allé of plane trees in Bishop's Park. at this point the water energies of the river turn into fire energies and here we enacted the dragon's walk to facilitate this process of the shifting of one kind of energy into the other.

la mia scelta è andata a un viale di platani a Bishop's Park. in corrispondenza di questo punto le energie d'acqua del fiume si trasformano in energie di fuoco e qui abbiamo praticato la camminata del drago per facilitare questo processo di salto da un tipo di energia all'altro.

when it came to designing my cosmogramme i went back to the experience of walking water and fire and my hand naturally drew the overlapping of these energies and the sinuous line of the river course.

quando si è trattato di disegnare il cosmogramma sono tornato con l'esperienza alla camminata di acqua e di fuoco e la mia mano ha disegnato naturalmente questo sovrapporsi delle energie e la linea sinuosa del corso del fiume.

it was only afterwards, when i downloaded my pictures, that i realized the cosmogramme design matches quite strikingly with the beautiful pattern drawn by the branches above our heads at the end of the allé.

è stato solo dopo, quando ho visto le foto, come il disegno del cosmogramma si sposa s
orprendentemente bene con quello, bellissimo, dei rami sopra le nostre teste alla fine del viale di platani.

the workshop went on and ended with the actual composition of some of the cosmogrammes on the shore of the river. the whole experience has been one of beauty and unity with the group and the landscape. i wish to say thanks to Marko and Marion, Lizzie and Sabine at Earth Energy Network.














il seminario è andato avanti e si è concluso con la realizzazione di gruppo di alcuni dei nostri cosmogrammi sulla riva del fiume. nell'insieme si è trattato di un'esperienza di profonda bellezza e unità con il gruppo e il paesaggio. ringrazio ancora Marko e Marion, Lizzie e Sabine dell'Earth Energy Network.


domenica 6 giugno 2010

a universal language

Marko Pogačnik held a workshop in London this year organized by the Earth Energy Network

Marko's work as an artist, writer and body-worker is based on the possibility for human beings to communicate with other dimensions of life. In his own words "it is possible that the crisis we are nowadays undergoing is a consequence and a mirror of the crisis of our language. We are not capable anymore to speak a universal language that could communicate with beings of different kinds from our own such as birds, animals, flowers, plants, rocks, seashells, clouds...

Such a language is made of other things than words. In fact it can be made of sounds, gestures, signs capable of affecting surrounding energies. Such a language is made for those beings who are not using words but can perceive the energetic vibrations starting from other organisms. This is why we talk about a universal language.

There are some rules we must learn underlying this language that is constantly being spoken around and among us. There is a multitude of ways in which this language can be spoken: in fact sounds, music, drawings, sculptures, forms of trees, rocks and clouds, are all words to this evolving language.

Symbols, mantras, mudras are other communicating tools of this language. These are all devices imbued with intentional qualities. In our Western culture, we have lost our knowledge of this kind of language behind our backs, we do not consider it anymore, we do not bring it to our consciousness even when it happens, and it happens even if we are not aware of it".

With this in mind we started our journey through the multifaceted reality of London urban landscape, visiting a variety of places mostly related to the river Thames.


Marko Pogačnik ha tenuto un corso a Londra quest'anno organizzato dal Earth Energy Network

Il lvoro di Marko come artista, scrittore e formatore è basato sulla possibilità per noi esseri umani di comunicare con altre dimensioni della vita. Per dirla con parole sue "è possibile che la crisi che stiamo attraversando di questi tempi sia una conseguenza e un segnale della crisi della nostra lingua. Non siamo più in grado di parlare una lingua universale che possa comunicare con altri esseri che noi uman* come gli uccelli, gli animali, i fiori, le piante, i sassi, le conchiglie, le nuvole...

Questa lingua è fatta di altro che non solo parole. Infatti può essere costituita da suoni, gesti, segni capaci di influenzare le energie circostanti. Questa lingua è fatta per tutti quegli esseri che non usano le parole ma possono percepire le vibrazione energetiche che lanciate da altri organismi. E' per questo che paliamo di un linguaggio univerale.

Ci sono alcune regole che dobbiamo imparare che sottendono questo linguaggio che continuament viene ustato intorno a noi e fra di noi. Ci sono un sacco di modi in cui questo linguaggio può essere parlato: infatti suoni, musica, disegni, sculture, forme di alberi, rocce e nuvole sono altrettante
parole attraverso cui questa lingua in costante evoluzione si esprime.

Simboli, mantras, mudras sono altri mezzi di espressione di questa lingua. Si tratta sempre di strumenti per la comunicazione impregnati di un preciso intento. Nella cutlura occidentale, ci siamo lasciati alle spalle la conoscenza di questo tipo di linguaggio, non lo consideriamo più, non ci rendiamo più conto nemmeno quando si verifica, e si verifica anche quando non ne siamo consapevoli".

Con queste premesse abbiamo iniziato la nostra esplorazione della sfaccettata realtà multidimensionale del paesaggio urbano di Londra, visitando diversi luoghi connessi nella maggioranza dei casi al fiume Tamigi.




lunedì 22 marzo 2010

getting in touch with the river

quando ho iniziato questo blog ritenevo che soltanto gli episodi migliori, le esperienze più significative in senso positivo vi avrebbero trovato posto. ora so che non sarà così. ci sono delle zone d'ombra che è necessario attraversare.

when i first launched this blog i was sure that only the best things, the most reassuring experiences would make their way here. now i know it is not so. there are dark areas that i need to go through.

il 23 febbraio scorso... una telefonata, qualcuno mi informa che il fiume Lambro è stato invaso da un'ondata di idrocarburi che apparentemente non dovevano neppure esistere...

last February, 23rd... a phone call, someone told me that a wave of petrol and oil flowed into river Lambro... we would later learn that this oil and petrol was supposedly... inexistent...

sappiamo tutti che il corso del fiume Lambro è terribilmente inquinato già non appena superate la prima valle che attraversa per diventarlo poi mortalmente una volta che si è lasciato alle spalle la ricca Brianza. questa non è una novità. ma perché preferiamo non pensarci? perché fare finta di niente?

we all know that the river Lambro is awfully polluted right a few miles below its spring until it gets mortally so after collecting all kinds of waste materials from the industrial sites of the rich Brianza. this is no news. so why do we choose not think about it? why do we feign surprised?

abbiamo spremuto i nostri monti, le nostre valli, i nostri fiumi, la nostra pianura come se loro non contassero più nulla, e pensare che loro sono così generosi con noi...

we've been exploiting our hills, our valleys, our rivers, our fertile land as if they meant nothing, and yet they are being so generous towards us...

la settimana scorsa siamo andati a trovare il fiume. siamo andati a trovarlo come si fa con un vecchio amico o un parente che non vediamo da un pezzo e sappiamo ammalato.

last week we went to visit the river. we went to pay a visit there as we do with an old friend or a relative we haven't seen in a while and have heard of being ill.

siamo andati a trovarlo a Monza praticamente all'altezza dove è avventuto l'avvelenamento di un mese fa. c'era qualcosa di spettrale nell'aria oltre all'odore acre che emana dal fiume come di detersivo...

we went to visit the river in Monza more or less where the poisoning took place one month ago. something eery struck us in the air as well as a terrible smell coming from the river as of detergents...

questo è il punto.

this is the spot.

che cosa fai quando hai di fronte la morte? un paziente, un parente lontano, che è sul punto di morire? respiri profondo e cerchi un centro dentro di te dove trovare conforto, per poterlo offrire a tua volta.

what do you do when confronted with death? with a patient, a distant relative, that looks deadly sick? you take a deep breath, you centre yourself in a place where some comfort can be found and offered.

questo è quanto abbiamo fatto.

that's what we did.

e come te ne vieni via da un parente in quelle condizioni? vuoi credere che a qualcosa è servito... che quel mezzo sorriso, quella serenità appena intravvista nel suo sguardo erano il suo modo per dirti grazie.

and how do you say goodbye to someone in such a state? you want to believe that your visit meant something... that half smile, that fleeting serenity in its eyes... that was its way to say thanks...

così ci siamo compiaciuti nel vedere che una coppia di uccellini è stata tutto il tempo con noi, volando e inseguendosi sopra le nostre teste, mentre praticavamo la nostra piccola cerimonia di guarigione, ringraziamento, riconoscimento e saluto del fiume.

and so we rejoiced when we noticed that a couple of birds stayed with us, flying and chasing each other over our heads, throughout our little cerimony of healing, acknowledging, thanksgiving and greeting of the river.

e quando ce ne siamo andati il cielo ci ha sorriso.

and when we left the sky smiled unto us.

(la nostra formazione comprendeva: me, Alessandro, Mina, Patch e Salvatore. grazie per la vostra presenza)

("we" is: me, Alessandro, Mina, Patch e Salvatore. thank you for being there)



Related Posts with Thumbnails