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martedì 29 novembre 2011

a scuola dalla natura

sovente trovo una più articolata bellezza - sotto forma di armonie e contrasti di colori e forme e consistenza di petali e foglie...




scopro una maggiore ricchezza - come numero e varietà di specie che si succedono nel tempo e nello spazio...

mi stupisco di un più raffinato e squisito piacere - derivante da accostamenti inaspettati e sorprendenti...

ecco, mi rendo conto di tutto questo fermento e avvicendarsi di vita in un terreno marginale, una scarpata, un'aiuola dimenticata in cui ci si limita a pochi sfalci d'erba all'anno, il minimo perché non si inselvatichisca del tutto, che nel più viziato e coccolato di quei giardini mantenuti in perfetto ordine per essere sempre presentabili, come se sempre dovesse arrivare la suocera da un momento all'altro!

ebbene, progettisti del verde, giardinieri e appassionati di piante, accorrete: venite a imparare la bellezza  da un pezzo di terra che sia lasciato libero di esprimersi ogni tanto.

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allo stesso modo, scopro un calore e un guizzo di autenticità, la spontaneità di un sorriso, la sfrontatezza della verità e talora l'impagabile malinconia di uno sguardo in quanti si trovano a vivere, per scelta, ai margini della società. dis-adattati, conformi soltanto a se stessi, coraggiosi, gagliardi. con qualche spina sì, da stare attenti, ma che freschezza!

giovedì 17 febbraio 2011

sognando l'estate

I giardini più riusciti sono un perfetto equilibrio di ordine e caos. La tensione creata da questo equilibrio costantemente minacciato è il battito cardiaco del giardino. (Il giardino perduto, H. Humphreys)

The best gardens are a perfect balance of order and chaos. The tension created by this constant threatened balance is the pulse of the garden itself. (The Lost Garden, Helen Humphreys)


sabato 4 settembre 2010

Alcuni le chiamano erbacce

Le erbacce che una cinquantina d'anni fa avevamo scartato dal giardino, alla ricerca di una rasserenante uniformità, rientrano dal cancello principale e tornano, esuberanti, a mostrarci la loro bellezza. In questa stagione, a maturità avvenuta di capsule e spighe, si presentano eleganti e dorate, soddisfatte di aver portato a termine il loro compito.

The weeds we had cast outside of our gardens some fifty years ago, looking for some kind of uniform serenity, are showing up again right at the front gate in all their vibrant and non-chalant beauty. At this time of the year, their spikes and capsules ripe, they look golden and elegant, satisfied with their accoplished task.
Non è servito cercare di reprimerle in ogni modo, escluderle dalla nostra vista nel tentativo di dimenticare che il giardino - anche il giardinetto del villino di provincia, con le sue prestese di ordine e urbanità - ha le sue radici nella campagna, negli incolti, in quelle terre di mezzo dove il prato non è più prato e pure non è ancora bosco.

There was no use in trying to get rid of them with all kinds of efforts, casting them out of our sight in order to forget that our gardens - even the very artificial looking ones that go with suburban houses and aspire to be all tidy and urban - have their roots in the countryside, in meadows, and in those uncertain areas where meadows end and woods start.

Sono tornate, trionfanti di bruni e di ori, e ci sorridono con la loro capacità di catturare e restituirci la luce del sole. Sembra che dicano, non preoccupatevi più di noi, lasciateci in un angolo del giardino, indisturbate, e sapremo stupirvi con lo spettacolo dei nostri colori, l'eleganza del nostro portamento, il profumo di un altro tempo e i nostri canti nel vento...

They came back, triumphant with their shades of gold and brown, and smiling back to us with their unique way of catching and reflecting the light of the sun. It seems they're telling us: do not bother about us anymore, leave us alone in a corner of the garden and we will not fail to delight you with the show of our colours, the elegance of our stance, our fragrance from a distant past and our songs in the wind...
Queste immagini sono state scattate in piena città a Londra, nel giardino pubblico di Bonnington Sq. Garden. Si tratta di un altro giardino di quartiere nato per volontà degli abitanti della zona all'inizio degli anni '90, e a tutt'oggi curato e animato dall'impegno di alcuni di loro riunitisi in una Associazione.

These pictures were taken in the town of London, in the public garden of Bonnington Sq. This is another example of co-gardening and the story of a garden that was born because of local people wanting it and now attending to it.

domenica 15 agosto 2010

Giardini d'oltre Manica


...ho compiuto un pellegrinaggio nel Sussex e, se l'Inghilterra tutta quanta e' un po' la Terra Santa del giardinaggio, questa regione ne e' l'indiscusso santuario e Great Dixter - il giardino che abbiamo visitato - e', in questo momento, il sancta sanctorum di questo tempio. E' al tempo stesso un giardino e un enorme laboratorio a cielo aperto in cui tradizione, sperimentazione e innovazione vanno fianco a fianco con risultati che e' fantastico osservare.

Spero che presto anche anche nel nostro paese il giardinaggio non sara' piu' inteso
semplicemente come tagliare l'erba e mettere quattro begonie in
un'aiuola... e c'e' tanto da fare in questo senso, affinche' il giardino sia un luogo dove star bene con gli altri lavorando insieme (e non solo decespugliando! :-)...

(da una mail del 13 maggio alle mie colleghe F. e A.)


...I went on a pilgrimage to Sussex and i considered, if the whole of England is some kind of Holy Land for a gardener, this area is no doubt its sanctuary and Great Dixter - the garden I've been visiting - is nowadays the innermost shrine of this temple. It is at one time a garden and an immense open air research lab where tradition, experimentation and innovation go along hand in hand with results that is wonderful to witness.

I just hope that soon in Italy too gardening will not be confused with just lawns mowing and squeezing begonias in a flower bed... there's a lot to do towards this, so that gardening will be an occasion of well-being and working together (and not just about brush cutting! :-)...

(excerpt from a mail to my colleagues F. and A. on May 13th, 2010)

sabato 14 agosto 2010

welcoming people and wildlife alike









Now, would you guess this was shot in central London within striking distance of St. Pancras Station? well, that's exactly the spot! Camley Street Natural Park lies in the middle of King's Cross. Born on the site of a coal yard back in 1984, it is listed today as one Local Nature Reserve.

Visiting there this year in May I was delighted by walking through an undergrowth of cow parsley in the wood and realizing what can be done to reintroduce nature in our towns and welcome people and wildlife alike a in public park.


Chi lo direbbe che ho scattato questa foto in piena città a Londra a uno sputo dalla Stazione di St Pancras? eppure, sta proprio lì. Il Camley Street Natural Park si trova nel bel mezzo di King's Cross. Nato sui resti di un deposito di carbone nel 1984, è oggi inserito fra le Riserve Naturali Locali della metropli.

Ho visitato questo giardino a maggio quest'anno e ho provato il piacere di camminare in un sottobosco di cerfoglio selvatico e toccare con mano quanto è possibile fare per reintrodurre la natura nelle nostre città e invitare in un giardino pubblico allo stesso modo la gente e la flora e la fauna selvatiche.

martedì 27 aprile 2010

some call it a weed / le chiamano erbacce...

ed ecco come si presenta in primavera dalle nostre parti un prato rustico quando decidiamo di non tagliarlo... va a fiore e mostra il suo costume di Arlecchino.

this is what a meadow looks like in springtime in our neighbourhoods when it goes unmown... it turns into flowers and shows its Harlequin costume.

sono tante le erbe che lo compongono: il tarassaco, la prunella, le margherite, il trifoglio e tutte vanno a fiore se glielo lasciamo fare. di questo sono contenti i fiori, i bambini e le api. le farfalle, la terra e i pittori.

a meadow is made of so many plants: dandelions, self-heal, daisies, clover and all of them bloom if we just allow them to. of this merry are the flowers, toddlers and bees. butterflies, land and painters.

volete andare a caccia di fiori in questi giorni? ecco che cosa ho trovato guardandomi in giro:

hunting for flowers these days? look at what i've found:

una trapunta fiorita,

a quilt of flowers,




un campo di stelle,

a field of shining stars




e un arazzo d'erbe....

a tapestry of blossoms and grasses...


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di fronte a un prato in fiore, osservatene un pezzetto alla volta. che cosa vedete? guardate i lati all'ombra e quelli esposti al sole, come si mischiano le piante fra di loro? son tutte uguali o una è diversa dall'altra?

un prato spontaneo è una comunità di diverse specie erbacee in equilibrio fra loro, un po' come in una classe di bambini e bambine. ognuno è diverso dall'altro e insieme però formano un gruppo che è capace di vivere delle esperienze comuni ed è in grado di trovare al suo interno le risorse per far fronte alle eventuali difficoltà - per il prato queste sarebbero una prolungata mancanza d'acqua, temperature troppo basse o troppo alte e così via. in un prato l'erba più alta fa ombra a quella più bassa; i fiori dai colori più neutri e piccolini fanno risaltare quelli più vistosi e solitari; le piantine con le radici più profonde scavano la terra anche per le altre e così via in un rapporto di reciprocità dove l'equilibrio e il benessere dell'insieme è dato da una regolata convivenza di ciascun individuo con chi gli sta intorno.

apprezzate allora i campi e i prati dove ci sono tante erbe tutte una diversa dall'altra, questa è la vera ricchezza!

(dedicato a una classe di bambini e bambine che vanno a caccia di nuvole e intessono storie insieme alla loro maestra! un abbraccio a tutti da Sergio ;-)

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