Visualizzazione post con etichetta la via degli alberi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta la via degli alberi. Mostra tutti i post

domenica 27 febbraio 2011

Una questione di integrità

Parlano di noi. Raccontano quello in cui crediamo, dicono chi siamo. Sono gli alberi che vediamo in giro nei nostri parchi e nei giardini. Sono le piante mutilate, sbrancate, capitozzate che parlano per conto dei loro proprietari... Sento le voci di questi ultimi e i loro giri di parole quando non vogliono ammettere quello che provano... diciamo di amare gli alberi, la verità è che abbiamo paura che crescano liberi e vigorosi, che siano floridi e ricchi di frutti; ai nostri occhi non fanno che sporcare coi loro frutti e con le foglie che intasano le nostre grondaie, imbrattano lo scivolo dell'autorimessa, soffocano l'erba; e poi fanno polvere; attirano gli insetti; temiamo che cadano, che si abbattano sul tetto, che si schiantino sulla casa del vicino. Non dormiamo la notte perché abbiamo paura. Abbiamo PAURA dei nostri alberi...

Un uccello vede in un albero un'occasione per ripararsi, un'eventuale fonte di nutrimento e riposo, un territorio da difendere; un cane l'opportunità per fare i suoi bisogni; un gatto l'occasione per affilarsi le unghie, per andare a caccia e farsi un riposino; insetti e altre piante poi, muschi e licheni, vivono del sistema albero. Noi invece vediamo un albero e abbiamo paura. Paura della sua forza, paura della sua bellezza. Paura del suo vigore, della sua pervicacia, della sua autonomia. In fondo non vogliamo che sia libero di esprimersi, portare a compimento il disegno della sua forma, il progetto che era racchiuso nel suo seme. Siamo quasi infastiditi dalla sua determinazione a portare avanti il suo compito, la sua missione - essere ciò che è.

Forse perché abbiamo tradito noi stessi il nostro intento originale, quello in cui credevamo, il nostro ideale, i nostri sogni. Chi volevamo essere, chi volevamo diventare? Per un albero o un filo d'erba è più semplice, loro seguono un disegno ben preciso, tanto è vero che anche se li tagliamo, li amputiamo, li capitozziamo, pazientemente tendono a ricostruire quella forma, a ridare espressione a quel modello ideale di pianta a cui aspirano. Noi ci perdiamo più facilmente.

Allevare una pianta non è semplicemente piegarla, costringerla nella forma e nelle dimensioni che fanno comodo a noi. Allevare una pianta è condurla pazientemente e sapientemente a esprimere le potenzialità della sua specie in accordo con il suo, per così dire, "carattere personale" - sviluppatosi in seguito alla sua storia particolare, alle condizioni di giacitura e composizione del terreno in cui cresce, alla vicinanza di altre piante, edifici e manufatti, all'esposizione alle avversità che ha incontrato, alle intemperie, agli attacchi parassitari e non da ultimo a interventi "manutentivi" impropri.

Allevare una pianta - come qualsiasi altro essere vivente - è una responsabilità, è un richiamo continuo al nostro stesso percorso, all'espressione delle nostre stesse potenzialità e a quello che di noi possiamo offrire alla collettività quando noi stessi avremo raggiunto la nostra maturità e saremo pronti a fiorire e portare frutti.

--------------------------------

Allora, che cosa fare? Diffondere e promuovere una cultura di rispetto e cura per i nostri alberi - lo ha fatto recentemente la LIPU con la pubblicazione di un Dossier che merita di essere diffuso a tutti i cittadini e a tutte le Amministrazioni Pubbliche su tutto il territorio nazionale e lo ha fatto il Comune di Torino con la Pubblicazione del Manuale per Tecnici del Verde Urbano. Denunciare ai Sindaci e ai Settori competenti i casi di errata gestione e mal governo del patrimonio arboreo comune coi relativi danni che ne conseguono alla cittadinanza, come hanno fatto in maniera pacata ed esemplare le maestre della Scuola Elementare di Dolo, in provincia di Venezia. Rivolgersi a professionisti di comprovata esperienza ogni qualvolta abbiamo bisogno di fare una valutazione e intervenire sui nostri alberi e nei nostri giardini, qui un esempio eccellente. Se siete dei giardinieri, astenetevi da interventi che ritenete inutili e dannosi per le piante anche a costo di perdere un potenziale cliente; sappiate che là fuori c'è tutta una serie di persone, possessori di piante e giardini che non aspettano che trovare un giardiniere qualificato in grado di prendersi cura dei propri alberi. Eseguite potature di cui essere fieri, siate sicuri che un bambino possa guardare con gioia e serenità il lavoro che avete appena eseguito.

------------------------------------------

Per quanti dei miei lettori poi "somatizzano" - non possono cioè fare a meno di accusare un senso di malessere e un dolore quasi fisico di fronte allo spettacolo di capitozzature e dannose e inutili mutilazioni della chioma degli alberi nei nostri parchi e giardini, oltre alle azioni di cui sopra, consiglio una piccola pratica di riequilibrio.

Osservate il misfatto, se le capitozature sono state inflitte a più piante come su di un filare o a un intero gruppo di alberi può essere utile sceglierne una singolarmente, rimanete per qualche minuto nel disagio che vi causa. Cercate di percepire dove si colloca nel vostro corpo - negli arti? allo sterno, al plesso solare? a livello degli occhi? - e di quale colore si tinge - è rabbia? impotenza? indignazione? sconforto? dispiacere? paura?

Primo passo. Prendetevi qualche minuto per accogliere questa sensazione e le emozioni e i pensieri che suscita in voi. State con lei e quindi ritrovate il centro del vostro equilibrio, osservate il vostro stato da una certa distanza.

Secondo passo. Siate certi che l'albero in questione sta vivendo questa esperienza su un piano diverso dal nostro. Esso non giudica, semplicemente mobiliterà tutte le risorse che possiede - riserve energetiche a livello delle radici e del fusto, gemme quiescienti, etc. - e metterà in atto tutte le soluzioni che conosce - compartimentazione, callo cicatriziale, etc. - per far fronte e possibilmente rimediare al danno subito.

Terzo passo. Collegatevi all'immagine intatta dell'albero così come ve lo ricordate, se lo frequentavate e lo conoscevate già da prima, o così come è propria di quella determinata specie. A questo proposito può essere utile, una volta identificata la specie dell'albero in questione, cercarne l'immagine di un esemplare sano e vigoroso, o anche il disegno della sua silouette ideale. Rimanete con questa immagine, coltivatela dentro di voi ed entrate in risonanza con l'albero vicino a voi. Sentite quello che succede allora, e scambiatevi un abbraccio con il vostro albero.

mercoledì 1 dicembre 2010

a garden in town

L'Albero di Zelkova, così ricco per i miei sensi, freddo di neve, bagnato, tutto lucciccante nella sera. E il Parco silenzioso, deserto, tutto per me. C'erano, è vero, diversi operai, nonostante il buio, intenti ad allestire le bancaralle e i vari diversivi per le prossime festività. Intere squadre, tutti affaccendati nella luce artificiale, a tirar su strutture e pedane.

The Zelkova tree, such a wealth for all of my senses, soaken cold with snow, shimmering in the evening light. And the Park, silent, with almost no people around, allowing me freedom. There were, yes, some workmen, albeit the darkness, engaged in raising stalls and playgrounds for the upcoming festivities. They were working in the artificial light.
Mi dirigo verso il Cerchio dei Tigli, in cerca di raccoglimento. "Racconta delle storie su di noi!" - "E come faccio?" - "Frequentaci e le storie nasceranno, spontaneamente"

I walk along towards the Circle of Lime Trees, looking for some tranquillity. "Tell some tales about us" - "Are you joking? How can I?" - "Visit on a regular base and tales will arise, spontaneously"

La preghiera agli Alberi del Parco - "Perché non vengo qui ogni volta che posso?"

A prayer for Trees in the Park - "Why don't I come here every time I could?"

Alberi, chiamatemi voi! quando mi perdo, quando sono distratto - tornatemi alla memoria, fate sì che mi accorga di voi, ovunque io sia.

Will you call me, trees? when I get lost, when I wander with no purpose - come back to my senses, make me realize that you're there, wherever I may be.

-----------------------------------------------------------

L'incontro con un luogo speciale - che ci faccia sentire bene e a nostro agio quando lo frequentiamo - può traformarsi in una preziosa occasione per conoscere un pezzetto di mondo là fuori e portarlo dentro di noi.

A meeting with a special place - some place where you feel good and at ease when you're there - can turn into a wonderful opportunity of getting to know something the world out there and taking it inside of yourself.

A coltivare una relazione con questo luogo poi, incontrandolo regolarmente e prestando attenzione alle sue atmosfere e alle sue forme, a come mutano nel tempo e a come si trasformano ciclicamente durante il corso dell'anno, può capitarci a volte che siano dei pezzetti di noi a venirci incontro dall'esterno...

In growing a relationship with such a place, in becoming acquainted with it by bringing attention to its colours and shapes and its mood, and the way it changes throughout the year in a cyclical way, it may happen that parts of us will come towards us from the outside for a change.

domenica 31 ottobre 2010

Incontro d'albero

"Gli alberi non svolgono solo funzioni biologiche, gli alberi più vecchi influenzano il paesaggio, sul piano emotivo e delle energie sottili, aiutando altri esseri a trovare un luogo adatto dove sviluppare la loro attività"

Con queste parole, Francisco ci ha invitato a fare una passeggiata sabato mattina per incontrare alcuni alberi significativi per il territorio di Treviso. Abbiamo esplorato l'interno di una quercia presso la Chiesa di Sant'Anna e Santa Maria del Rovere, ci siamo lasciati trasportare dalla sua effervescenza! Abbiamo reso omaggio a un'antica farnia, abbracciandola in tre, e ci siamo immedesimati nel suo ruolo di guardiana e protettrice del luogo. Quindi a Villa Margherita siamo stati intrattenuti da un platano sulla riva del laghetto e da una singolare coppia, costituita da un cedro e da un carpino, sul limitare del grande parterre della cedraia.

La capacità di incontrare un albero sul piano emotivo nasce da un allenamento all'esercizio del silenzio interiore e dell'ascolto attento di come entra in risonanza con noi tutto ciò con cui noi stessi entriamo in relazione.

--------------------------------------------------

Se ne avete l'occasione, prendetevi del tempo da trascorrere in compagnia di un albero - o di un gruppo di alberi - in questi giorni in cui si stanno risvegliando all'autunno. Osservate il processo che stanno attraversando, sentite come si liberano di ciò che fra poco sarebbe loro superfluo, ascoltate il rumore delle foglie che cadono sulla terra.

C'è negli alberi un senso infallibile della loro missione.


"Trees do not just fulfil biological functions. More mature ones act upon the subtle energetic planes of a landscape on an emotional level, helping other beings to find a proper place where to grow and develop their own activities"

These words are from Francisco's invitation for a walk around the territory of Treviso to discover the functions of ancient and significant trees that live there. Thus we ventured in the exploration of a hollow tree standing in front of the Church of St. Ann and St. Mary of the Oak-tree, we were surprised by its sparkling activity! It took three of us together to pay our respects to an ancient pedunculate oak by embracing it, we explored its role as a guardian of the place. At Villa Margherita we then met a plane tree standing at the edge of a pond and couple of trees, a Deodar cedar and a hornbeam, at the edge of the orangerie lawn.

The possibility of meeting a tree on an emotional level is grounded in the costant exercise of interior silence and the careful attention we pay to the way everything we relate to ultimately resonates within ourselves.

--------------------------------------------------

These days, if you have a chance to, spare some time to spend in the company of trees that are awakening to the autumn impulse. Pay attention to the process they are undergoing, feel the way they manage to get rid of what would soon become a hindrance to them, hear the sound of leaves falling on the ground.

Trees have a faultless sense of their mission.

giovedì 5 agosto 2010

Giardinieri con le ali

Che cos’è quella cosa che quando la fai ti fa sentire vivo? Vibrante di energie, presente, attento, gentile con te stesso e con gli altri? Eccola, è quella cosa lì che devi fare. Non importa che cosa sia. Il mondo ha bisogno di persone che si facciano vive.

Ecco che vedo l’ennesima pianta capitozzata inutilmente, quando si sarebbe potuto potarla ad arte e risparmiare un trauma a lei a me e al mondo. Questa volta però il responsabile del capolavoro è ancora lì, attorniato da una audience di comari, giovinastri e pensionati del posto che fanno il tifo per la potatura selvaggia. Dàgli addosso al tiglio! È un po’ come in uno sfogo di gruppo. "Eh, non se ne poteva più... Hai visto come era diventato grande? Dàgli una sistemata..." C’è un accanimento di gruppo contro chi non può difendersi.

Fermi tutti. Questa volta non lascerò passare la cosa, anche se è una pianta privata. Ciao, sei tu che stai potando? Che tecnica di potatura stai applicando? Sai che cos’è il taglio di ritorno? Silenzio. Gli astanti sbigottiti. Il ragazzo che era all’opera imbarazzato. Allora vado su qualcosa di meno tecnico e più semplice, intuitivo quasi. Che differenza c’è fra una potatura di contenimento e una potatura di diradamento? Silenzio attonito. Come se stessi chiedendo qualcosa che non ha nessuna attinenza col mestiere del ragazzo. Forse lui si stava solo dilettando in una carneficina dell’albero voluta dal suo gruppo. Accenna ad andarsene. Aspetta, posso insegnarti.

Quello che stavi tagliando è un tiglio. Hai mai visto le sue foglie che assomigliano a un cuore? Ti sei mai seduto una sera di tarda primavera sotto ai suoi fiori? Ti sei perduto nel suo profumo? Prima di iniziare a potare una pianta devi imparare a vederla. Non solo lei, il singolo soggetto che hai davanti, questo viene in un secondo momento. Devi imparare a vedere - attraverso di lei - l’intera Specie, l’intero gruppo a cui appartiene.

C’è un disegno generale a cui ogni albero si rifà e un disegno particolare per ogni specie, un portamento caratteristico che contraddistingue le une dalle altre, tanto che anche quando non hanno più le foglie in inverno e da una certa distanza possiamo distinguerle. Quindi arriva l’albero che hai davanti, che stai per potare. Qual è il modello a cui si ispira, la forma a cui tende? E come si è sviluppato invece e perché? Sta accanto ad altre piante, a un edificio? Dove è cresciuto? In un’aiuola, in un giardino, a bordo strada? Ha assunto una forma strana, particolare? Ha qualche ramo decisamente particolare? Nodoso, sinuoso, parallelo al terreno o al fusto principale? Che cosa mi dice di questa pianta la sua forma? Perché sto per potarla?

Entrare in relazione con una pianta e massimamente con un albero per potarlo non è imporgli la forma che voglio io, è accompagnarlo ad esprimere al meglio il carattere della specie a cui appartiene attraverso la forma particolare in cui è sviluppato.

C’è bisogno di studio per fare questo, c’è bisogno di pratica ed esperienza. E poi ci vogliono, ad accompagnare abilità tecnica e manuale, empatia e gusto. Occorrono, a volte, un paio di invisibili ali per avvicinarsi con deferenza e rispetto ai giganti silenziosi che hanno scelto di dividere con noi la loro vita. Ci vuole sensibilità ed estro, un affetto particolare per questi esseri che sostengono con la loro, la nostra vita.

Adesso hai capito? Toccare un albero richiede un’arte e una maestria che non si improvvisano. Non si pota un albero per noia, o per i soldi che eventualmente ne ricavi. Devi sentire che ti piace quello che stai facendo e che ogni gesto ha un senso, come ogni ramo che rimuovi, raccorci o lasci intatto.

Ma tu mi guardi, e non capisci...

lunedì 28 giugno 2010

to see a garden

allenarsi a vedere un giardino, laddove altri non vedrebbero che un muro strullato, un parapetto prefabbricato e una fioriera in cemento.

e l'agrifoglio scarmigliato con la luce che lo inonda?

scoprite un giardino nell'asfalto che si crepa fra la strada e il marciapiede.


getting to see a garden, where most people would just see a plastered wall and a concrete parapet topped with a concrete pot.

and that ruffled holly with the pouring light?

go out and find a garden in the asphalt crack between the street coat and the sidewalk.

martedì 22 giugno 2010

drawing a cosmogramme

designing a cosmogramme is surely one way of getting in touch with our more intuitive core. it's a process of increasing awareness of our surroundings and inner soulscape. it can be a revealing and surprising experience.

elaborare un cosmogramma è sicuramente un modo per entrare in contatto con una parte nucleare e più intuitiva di noi stessi/e. è un processo di approfondimento nella presa di consapevolezza del paesaggio intorno e dentro di noi. si tratta di un'esperienza sorprendente e rivelatrice.

during Marko Pogacnik's workshop in London "Cosmogrammes - Communicating with Other Dimensions of Life" we explored different sites linked with river Thames around Hammersmith area to the West and Greenwich to the East.

durante il seminario di Marko Pogacnik a Londra abbiamo esplorato diversi luoghi della città correlati al fiume Tamigi intorno alla zona di Hammersmith a ovest e a Greenwich a est.














in Marko's own words river Thames is the spine or backbone of London landscape. it's like a cosmic gesture within the town balancing the opposites within its organism.

per dirla con le parole di Marko il fiume Tamigi è la spina dorsale o l'asse portante del paesaggio di Londra. è un gesto cosmico dentro alla città con la funzione di bilanciare gli opposti all'interno del suo organismo.














on the last day of our workshop we came back to the river and waited still for a while before setting to create the cosmogrammes we had been designing for the occasion.

l'ultimo giorno del seminario siamo tornati sul fiume e ci siamo messi in ascolto prima di realizzare i cosmogrammi che abbiamo elaborato appositamente per questa occasione.

each of us chose one of the many places we had been exploring and whose quality we experienced, and designed a cosmogramme to suit with the Spirit of the place and help awakening and balancing its vital energies.

ognuno di noi ha scelto uno dei diversi posti che abb
iamo esplorato e di cui abbiamo sperimentato le qualità, e realizzato un cosmogramma per trovarsi con lo Spirito del luogo e aiutarlo a risvegliare e bilanciare le sue energie vitali.












my choice went to an allé of plane trees in Bishop's Park. at this point the water energies of the river turn into fire energies and here we enacted the dragon's walk to facilitate this process of the shifting of one kind of energy into the other.

la mia scelta è andata a un viale di platani a Bishop's Park. in corrispondenza di questo punto le energie d'acqua del fiume si trasformano in energie di fuoco e qui abbiamo praticato la camminata del drago per facilitare questo processo di salto da un tipo di energia all'altro.

when it came to designing my cosmogramme i went back to the experience of walking water and fire and my hand naturally drew the overlapping of these energies and the sinuous line of the river course.

quando si è trattato di disegnare il cosmogramma sono tornato con l'esperienza alla camminata di acqua e di fuoco e la mia mano ha disegnato naturalmente questo sovrapporsi delle energie e la linea sinuosa del corso del fiume.

it was only afterwards, when i downloaded my pictures, that i realized the cosmogramme design matches quite strikingly with the beautiful pattern drawn by the branches above our heads at the end of the allé.

è stato solo dopo, quando ho visto le foto, come il disegno del cosmogramma si sposa s
orprendentemente bene con quello, bellissimo, dei rami sopra le nostre teste alla fine del viale di platani.

the workshop went on and ended with the actual composition of some of the cosmogrammes on the shore of the river. the whole experience has been one of beauty and unity with the group and the landscape. i wish to say thanks to Marko and Marion, Lizzie and Sabine at Earth Energy Network.














il seminario è andato avanti e si è concluso con la realizzazione di gruppo di alcuni dei nostri cosmogrammi sulla riva del fiume. nell'insieme si è trattato di un'esperienza di profonda bellezza e unità con il gruppo e il paesaggio. ringrazio ancora Marko e Marion, Lizzie e Sabine dell'Earth Energy Network.


mercoledì 2 giugno 2010

Holiness comes wrapped in the ordinary. There are burning bushes all around you. Every tree is full of angels.

La dimensione del sacro ci appare avvolta nelle vesti dell'ordinario. Siamo circondati da cespugli in fiamme. Tutti gli alberi sono pieni di angeli.

Macrina Wiederkehr
via in the garden

lunedì 1 marzo 2010

un albero, che albero?



[...] protegge dal freddo e sostituisce le uova delle galline nella maggior parte dei benefici [...]
poi una parte totalmente incomprensibile seguita da due parole: il verde e l'acqua
poi di nuovo una parola non chiara che potrebbe essere una congiunzione seguita da un'altra parola illeggibile...

guarda, ci è stato insegnato il linguaggio degli uccelli, così siamo stati resi partecipi di ogni cosa (Corano 27:16)


[...]
it shelters you from cold and it is a good substitute for chicken eggs for all its benefits [...]
an obscure sentence then, followed by two words: green and water
then again an uncomprehensible word that might be a conjunction followed by word which is impossible to read...

lo, we have been taught the language of birds, and all blessings have been bestowed upon us (Quran, 27:16)


mercoledì 3 febbraio 2010

sotto sopra - upside down










l'inverno è una stagione eccellente per imparare qualcosa sulle forze in tensione che guidano l'accrescimento di un albero. per accogliere dentro di noi l'immagine della sua nuda forma. seguite la luce che si arrampica lungo il fusto e quindi si insinua fra le branche e lungo i rami fino a perdersi fra gli apici più sottili.


la forma tradisce lo spirito che caratterizza la specie e ci racconta la storia personale dell'individuo, talvolta fino ad arrivare a dettagli insospettati: come era grande quando è stato piantato, è stato piantato o è nato spontaneo?, dove ha vissuto, le difficoltà che ha incontrato, come le ha superate... quali doni può offrirci. che cosa possiamo fare in cambio per lei! ;-)

-----------------------------------------------------

per iniziare a prendere confidenza con la forma degli alberi vi propongo un giochino interessante. potete farlo anche coi bambini. sostate a una certa distanza dalla vostra amica pianta, tanto da poterla abbracciare con gli occhi nella sua interezza.

ecco, gustatevela. lasciate che permei il vostro campo visivo fino a che ne avrete colto il disegno e l'armonia intrinseca dentro di voi. assaporate con calma questa immagine e pian piano divenite consapevoli che state osservando grosso modo la metà della pianta, probabilmente meno della metà.

c'è un'altra pianta infatti che si estende invisibile ai nostri occhi proprio al di sotto di quella che vediamo. è la sua controimmagine, il suo doppio. cominciate a costruire con la vostra immaginazione questo albero al contrario che sono le radici del nostro gigante. l'apparato radicale, con sufficiente spazio a disposizione, si estende in ampiezza per una superficie pari o superiore a quella della chioma e raggiunge una profondità proporzionata all'altezza e alle ramificazioni del fusto. percepite il più chiaramente possibile questa immagine, arricchitela di dettagli, sentitela altrettanto viva e vigorosa della parte aerea.

e adesso percepite con il vostro sguardo interiore l'immagine che scaturisce dall'integrazione di queste due realtà: l'albero sopra e l'albero sotto. siate consapevoli che non si tratta di una vostra fantasia, l'albero che state osservando è un tutt'uno con il suo apparato radicale che lo ancora alla terra, lo sostiene e lo nutre.

e voi come vi sentite?


Wintertime is the right season to experience something about the the balancing forces that guide a tree in its development. and to allow the bare image of its form within ourselves. observe the light climing up the trunk and spreading among the branches up to where it fades away through its twigs.


form betrays the spirit standing behind the species and tells us something about the single individual, up to unexpected details at times: how big it was when it was planted - was it planted or is it wild?, in which conditions it has been living, troubles it went through, in which way it overcame them... the gift it has in store for us and what we can give or do in return for them! ;-)

-------------------------------------------------------

to start getting acquainted with the forms of trees i invite you to participate in a simple exercise. you can try it with kids too. stand enough far away from your chosen friend tree in order to catch sight of the whole of it at a glance.

now, you can savour it. let it pervade your sight 'til you can catch its coherence and intrinsic harmony within yourself. quietly enjoy such sight and slowly become aware that what you're watchig is roughly a half only of your tree, likely less than a half.

there's another tree in fact that lies invisible to our sight right underneath the one we can see. it is its reversed image, its double. slowly try and picture this upside down tree made of your giant tree's roots. a plant's root system, provided enough room to extend, covers a surface that is comparable to that of its canopy and reaches a depth that is proportionate to the plant's height and branching. try and make an image of it as clear as possible, rich of accurate details, feel it as lively and luscious as the upper part of the tree.

and now be aware of what comes out of the integration of two such realities: the upper tree and the lower tree. be sure this is not about fantasizing: the tree that you are observing is one being with its root system, providing it with nourishing and getting anchoring, water and nutrients from it.

and just how are you feeling now?


lunedì 21 dicembre 2009

compositi universi


tree dwellers
Originally uploaded by occhidelgiardino

un albero è una casa per una moltitudine di esseri.

recentemente mi sono sorpreso alla vista di un piccolo ragno in cammino sulla foglia di un tiglio, e che ci faceva a quell'ora di sera nel parco? :-)

alle elementari sotto alle placche della corteccia dei platani scoprivo piccoli insetti alati, bianchi e neri come Arlecchini in miniatura.

il muschio vellutato... e i licheni, come esseri di altri mondi, approdati su un albero come su di un pianeta a sé stante.

l'esuvia di una cicala uncinata al fusto di una quercia mi ricorda che si può morire per rinascere.

------------------------------------------------------------

avvicina un albero e prova a contare quante forme di vita sostiene insieme alla sua. se non ti bastano quelle che vedi va' con la memoria e la fantasia a tutte quelle che riesci a immaginare col cuore.

ricorda che un albero contribuisce a sostenere anche la tua. di vita.




a tree is a home to a multitude of beings.

recently i was taken aback at the sight of a spider walking on the leaf of a linden tree, what was he doing in the park at that hour of the evening? :-)

while attending elementary school i used to find out tiny winged insects living underneath plane trees bark plates, like as many black and white miniature Harlequins.

velvety musk... and lichens, are like as many otherworldly beings landed on a tree as if on a world of its own.

a cicada's empty shell tightly anchored to the bark of an oak, reminds me that we can die to a new life.

-----------------------------------------------------------

approach a tree and try and figure out how many forms of life it is nurturing along with its own. if those you can see are not enough for you, try and remember or imagine as many as you can with your heart's knowledge.

and don't forget a tree is nurturing your life as well.

domenica 20 dicembre 2009

presenze amiche











gli alberi in città, doppiamente da salvaguardare. in quanto esseri viventi certamente e per le importanti funzioni che svolgono all'interno dell'ecosistema urbano.


l'elenco lo trovate in qualsiasi articolo scientifico sull'argomento: trattenimento delle polveri, assorbimento dell'anidride carbonica - prodotta in abbondanza in contesti ad elevata densità animale, attutimento dei rumori, raffrescamento dell'aria, landscape marks - punti di riferimento estetico e socio-culturale.

ma c'è dell'altro che nei testi scientifici non ci raccontano, gli alberi sono presenze amiche. quando siete in preda allo sconforto, quando tutto vi sembra oscuro e confuso, quando vi sentite demotivati e appestati - uscite di casa, prendetevi uno stacco dal lavoro e raggiungete il primo albero che vi viene in mente. raggiungetelo a piedi, in bici, in tram, col metrò, in autobus e alla peggio in macchina.

come lo intravvedete cominciate a respirare piano, con maggior consapevolezza, cercate di avvicinarlo come fareste con un vecchio amico che non vedete da tempo. lui è lì, che vi aspetta. potete star sicuri che da quando vi siete messi in moto per raggiungerlo, anche lui ha cominciato a sentire qualcosa, come un moto di anticipazione per un incontro inatteso. anche lui ha cominciato a prepararsi.

così salutatelo quando siete vicini e cercate di entrare con rispetto nella sua sfera vitale. rimanete aperti al suo abbraccio. sarete stupiti di sentire come la percezione del vostro stato cambia. un albero sa attendere. un albero sopporta. un albero accoglie. un albero offre. un albero scambia. e soprattutto ringrazia.

ecco. e tutte queste qualità un albero può insegnarcele, basta essere aperti.


urban trees, twice to be valued. for themselves for sure as living entities and for the unquestionable benefits they play within a urban area.

you can find a description of such role played by trees in any scientific paper dealing with it: dust filtering; so aboudant in towns carbon dioxide absorbtion; noise muffling; lowering of surrounding air temperature; aesthetic and cultural benefit.

yet there's something else you will not find in a scientific paper: trees are loving friends. when you feel down and out, when you see nothing but darkness and confusion, when you feel nothing makes sense anymore - get out, take a break from your work and reach the first tree that comes to your mind. get there on foot, bike there, use a tram or underground trains, drive there.

as you catch sight of it, star being aware of your breath, allow your breath to calm down. get close to it as you would with a friend you haven't seen in a while. your tree is there, and it is waiting for you. you can be sure of this, that as you were getting ready to meet it, the tree itself started feeling something, foreseeing an unexpected meeting. the tree itself started getting ready.

you can greet it as you're getting closer and entering with respect within its vital energetic sphere. stay open while being embraced by the tree. you'll be surprised to realize how the way you feel is changing. trees can wait. trees are patient. trees are welcoming. trees are generous. trees relate. and trees say thanks.

that's it. and such qualities we can learn from trees. what it takes is just being open to them.

sabato 19 dicembre 2009

sentinelle silenziose


oak tree
Originally uploaded by occhidelgiardino

sulla nostra strada, quanti alberi hanno segnato il nostro cammino?

ti ricordi all'asilo? quando giocavi a nascondino, e contavi... uno... due... tre... loro erano lì. sentinelle silenziose, i nostri alberi custodi...

poi sei cresciuto, sei andato in vacanza, al mare, in montagna, al campeggio e in albergo. loro erano sempre lì. vegliavano su di te.

adesso hai una casa, mobili, porte, parquet. gli alberi sono ancora qui. con te. loro ti aspettano.

non aspettano da te che un segno di riconoscimento, un gesto d'affetto, una carezza d'albero per poterti offrire gli altri doni che hanno in serbo per te.

anche gli Alberi festeggiano il Natale! ;-)




do you remember at pre-school? playing hide and seek? and counting one... two... three... they were already there. silent wathmens, our guardian trees.

then you grew up. you went on holidays, to the seaside, mountains, summer camp and hotels. they were always there. watching over you.

you've got a house now, furniture, doors, a wooden floor. trees are still here with you. they're waiting for you.

they're just waiting to be aknowlegded by you, that you may show them your affection, stroke them, in order to offer you the gifts they've been saving for you.

you know, trees too celebrate Christmas! ;-)
Related Posts with Thumbnails